Politica

Gasparri su Lapo Elkann: Ecco cosa stava facendo davvero…

Un Maurizio Gasparri particolarmente in vena quello intervenuto oggi su Radio Cusano Campus nel corso del format ECG. Commentando il caso di cronaca che ha per protagonista Lapo Elkann il vicepresidente del Senato ha scherzato: “Ve lo racconto io quello che davvero stava facendo a New York…”. La notizia di Lapo Elkann arrestato negli Usa non è di certo passata inosservata in Italia. Questa mattina ne ha parlato anche Maurizio Gasparri, senatore forzista, che su Radio Cusano Campus ha dato sfogo alla propria ironia. 

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Maurizio Gasparri ha commentato, scherzando, in modo molto colorito le ultime vicissitudini di Lapo Elkann: “La cosa grave è che Lapo Elkann vota sì, perchè gliel’ha detto Marchionne. Marchionne gli ha detto ‘Lapo, se vince il sì può fare quello che te pare’. Gli ha detto che se vince il sì può andare con le prostitute, coi travestiti, si può drogare, può fare tutto quello che vuole. Lapo Elkann vota sì, è un testimonial del sì. Lapo era a una riunione del sì, erano lui, una serie di prostitute di vari sessi, mi pare non facciano grandi differenze, e Marchionne. Era il comitato del sì di Lapo Elkann. Noi invece siamo impegnati per il no. Erano riuniti in un comitato del sì e hanno fatto questo macello. Del resto lui vuole più droga e siccome il pd vuole legalizzare la droga Lapo vota sì per queste ragioni, perché gliel’ha detto Marchionne e perché condivide il programma di Renzi. Ognuno ha i testimonial che si merita, io sto con Gandolfini. Lapo stava truccando le schede lì all’estero”,  dichiara scherzando il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri.

Gasparri, prima di chiudere la telefonata, tornando serio, sempre a proposito di Lapo Elkann, ha aggiunto: “Lapo fa ancora in tempo a cambiare. Io me ne occupo spesso, mando tanti ragazzi in comunità, se lui accettasse di cambiare diventerebbe un buon esempio. Se vuole io lo posso aiutare e mandare oggi stesso in una comunità dove potrebbe ritrovare la sua integrità di vita e diventare un esempio anche per gli altri. Nel giro di sei mesi, un anno, potrebbe diventare migliore”.

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