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Festa del cane: omaggio al migliore amico dell’uomo

Scrivere un articolo sulla festa del cane, secondo alcuni, potrebbe rappresentare uno sterile esercizio di stile, sia dialettico che retorico. Io non la penso così, altrimenti ora non sarei qui a chiedermi da dove iniziare per mettere nero su bianco i miei omaggi verso il miglior amico dell’uomo. 

La festa del cane, istituita nella giornata del 28 aprile  in ricordo della liberazione dei cani di Green Hill e giunta quest’anno alla sua terza edizione, mi fa venire in mente le feste che i cani fanno a noi. Anche quando li lasciamo soli un quarto d’ora, per andare a comprare il pane o il latte, nel momento in cui rientriamo a casa li troviamo dietro alla porta, pronti a dimostrarci tutto il loro affetto, come se non ci facessimo vedere da una vita, come se avessero paura di perderci da un momento all’altro.

La festa del cane può essere un’occasione per fare al migliore amico dell’uomo qualche coccola in più. Per ricordarci che se noi abbiamo amici, lavoro, amore, hobby vari, loro hanno solo noi. Una nostra parola, una nostra carezza, un nostro gesto, per loro sono la vita, l’esperienza più appagante e totalizzante che possano immaginare.

Mi viene in mente il mio di cane. Si chiama Billo, è arrivato da un canile ormai cinque anni fa. L’amore a prima vista che ci portò a tornare a casa insieme in quel giorno di dicembre si rinnova ogni mattina, quando viene a svegliarmi con la delicatezza di un angelo custode e la gioia di un bambino giocherellone che vorrebbe essere sempre al centro dell’attenzione.

Ecco, pensando a lui,  nel giorno della festa del cane, mi vengono due considerazioni, banali ma sentite:  se potete, avendo la voglia di prendere un cane in casa, non compratelo. Adottatelo. In ogni canile d’Italia c’è sicuramente un fratello peloso che ancora non conoscete ma che vi sta aspettando dal giorno in cui è nato. E poi ricordatevelo: un cane è per sempre. Riempie la casa, la vita, è uno psicoterapeuta eccezionale, ma è un impegno. Prima di prendercelo, bisogna pensarci bene. Ed avere la certezza di esserne all’altezza.

 

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