03 Oct, 2026 - 18:00

Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede 29 miliardi di spese extra

Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede 29 miliardi di spese extra

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica, il testo che traccia lo scenario economico e definisce i margini di spesa entro cui il governo dovrà costruire la Legge di Bilancio 2027.

Il provvedimento conferma un approccio "prudente", per dirla con il ministro Giorgetti, ma prevede comunque il ricorso alla clausola di salvaguardia per energia e difesa, con uno scostamento di bilancio da circa 29 miliardi di euro nel biennio 2027-2028.

Cosa c’è nel documento che imposta la Legge di Bilancio

Il Dpfp fissa le previsioni macroeconomiche tendenziali e di programma per il triennio 2026-2028 e indica gli obiettivi di finanza pubblica (deficit, debito, saldo primario) su cui si baserà la manovra.

Secondo le stime del governo, il deficit dovrebbe rimanere sotto il 3% nel 2026, per poi risalire al 3,4% nel 2027 e al 3,3% nel 2028, anche grazie all’attivazione parziale della clausola che consente di sottrarre alle regole europee parte delle spese per energia e difesa.

Nel documento sono inoltre indicati i provvedimenti prioritari della futura Legge di Bilancio: interventi su tasse (con ipotesi di taglio dell’Irpef e possibili agevolazioni per i giovani), pensioni, energia e difesa.

Il Dpfp non contiene ancora il dettaglio delle misure, ma delinea lo spazio finanziario disponibile: il governo ha stimato una flessibilità complessiva di circa 14 miliardi nel 2027 e altrettanti nel 2028, pari allo 0,6% del Pil all’anno, da destinare per metà alla sicurezza e per metà a interventi strutturali nel settore energetico.

Il testo prevede anche l’attivazione della relazione per la richiesta di scostamento al Parlamento, necessaria per superare i vincoli di spesa derivanti dalle clausole di salvaguardia già previste dalla normativa nazionale.

Dopo il voto delle Camere, atteso intorno al 13 ottobre, il governo dovrà approvare entro il 20 ottobre il Documento programmatico di bilancio, che conterrà le prime indicazioni concrete sulle misure della manovra.

Ci sarà uno scostamento? Le scelte del governo Meloni

Il governo, in ogni caso, ha deciso di chiedere uno scostamento di bilancio legato all’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia per energia e difesa.

Lo scostamento previsto è dello 0,3% del Pil per la difesa e dello 0,3% per l’energia, sia per il 2027 sia per il 2028, per un totale di circa 29 miliardi di euro di extradeficit consentito nel biennio.

La scelta del governo Meloni è stata quella di attivare la clausola in modo parziale e mirato, rinunciando a margini di flessibilità più ampi per mantenere un profilo di prudenza nei conti pubblici, come sottolineato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

In questo modo, pur superando formalmente la soglia del 3% di deficit nei prossimi due anni, l’Italia dovrebbe beneficiare dello "scomputo" europeo per le spese in energia e difesa, riducendo l’impatto sui parametri valutati da Bruxelles.

Questa impostazione lascia spazio a interventi sulla fiscalità e sul welfare, ma impone al governo di dosare con attenzione le risorse, in un contesto segnato da incertezze sulla crescita, sui tassi di interesse e sui costi energetici.

Tuttavia: la prossima sarà l'ultima Manovra del governo Meloni, quella che porterà alle elezioni politiche. E sarà inevitabile vedere il consueto "assalto alla diligenza" dei partiti a caccia di fondi pubblici per accaparrarsi un facile consenso sui territori.

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