03 Oct, 2026 - 14:32

Spagna, nuove proteste per il diritto alla casa in oltre 50 città

Spagna, nuove proteste per il diritto alla casa in oltre 50 città

Non si fermano le proteste in Spagna contro la crisi abitativa. Il 3 ottobre sono previste manifestazioni in oltre 50 città del paese, dopo la bocciatura in Parlamento di due decreti del governo del primo ministro Pedro Sánchez che prevedevano maggiori tutele per gli inquilini. La mobilitazione arriva mentre cresce il dibattito politico sulla situazione abitativa e vengono lanciati anche appelli per uno sciopero generale.

Spagna, proteste in oltre 50 città contro la crisi abitativa

Non si fermano le manifestazioni in Spagna. Il 3 ottobre 2026 sono previste proteste in più di 50 città spagnole.  

Le proteste diffuse si svolgono all’indomani della votazione del Parlamento su due decreti governativi in materia di abitazione, entrambi respinti. Le manifestazioni sono previste anche il 4 ottobre in più di 10 città spagnole.

Le proteste dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal

Le manifestazioni in Spagna sono scoppiate dopo lo sfratto di una donna di 87 anni, che è stata portata via in barella dal suo appartamento di Madrid, dopo che una società di investimenti che aveva acquistato l'immobile aveva inizialmente cercato di aumentare l'affitto del 275 per cento. Il caso ha riaperto il dibattito sulla crisi abitativa nel paese e ha dato il via ad un'ondata di manifestazioni in tutta la Spagna. 

In seguito, il governo del primo ministro socialista, Pedro Sánchez, ha approvato due decreti che miravano a garantire maggiori tutele agli inquilini. La votazione in Parlamento si è svolta il 2 ottobre ed entrambi i decreti sono stati bocciati. I voti del partito catalano Junts sono stati decisivi, con il partito che si è opposto ai provvedimenti.  

La questione della crisi abitativa continua a dominare il dibattito politico ma rappresenta anche una battuta d'arresto per il premier Sánchez. Dopo la bocciatura dei due decreti, sono emersi interrogativi sulla capacità del governo di minoranza di sopravvivere fino alle prossime elezioni, previste per il 2027. Il principale partito di opposizione, il Partito Popolare, ha esortato il primo ministro a indire elezioni anticipate.  

Appelli allo sciopero generale

Parallelamente alla nuova mobilitazione, sono arrivati anche appelli ad uno sciopero generale. El País ha riportato che la portavoce del Sindacato degli Inquilini, Valeria Racu, ha indicato che l'obiettivo è arrivare a uno sciopero generale. Tuttavia, non è stata ancora fissata una data. 

Le proteste proseguono quindi mentre resta aperto il dibattito sulla crisi abitativa e sulle misure da adottare per affrontarla.

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