Continua il pressing del governo italiano sulla Commissione Ue sulla flessibilità per gli aiuti energetici a famiglie e imprese. Nella serata di ieri, giovedì 1 ottobre, è partita alla volta di Bruxelles la missiva annunciata nei giorni scorsi da Giorgia Meloni.
Intanto questa mattina è arrivata la precisazione della Commissione Ue in merito alla risposta alle richieste dell'Italia. Ieri la portavoce della commissione aveva detto che l'Ue aveva già dato flessibilità agli Stati Ue, facendo pensare ad una risposta alle richieste italiane.
Oggi è stato precisato che tale dichiarazione non era da ascrivere alla questione sollevata da Palazzo Chigi, dal momento che la lettera annunciata non era ancora stata ricevuta.
Il pressing di Palazzo Chigi sulla Commissione Ue per una maggiore flessibilità nei conti pubblici per far fronte al caro energia non si allenta. Ieri sera, Giorgia Meloni ha inviato la lettera alla presidente Ursula von der Leyen, segnando l'avvio ufficiale della trattativa.
La lettera si apre con "cara Presidente, cara Ursula", prima di passare a fare un quadro della situazione e sottolineare che se gli Stati membri non fossero intervenuti per contenere l'aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette, le ripercussioni per famiglie e aziende sarebbero state ben più pesanti.
Da qui la richiesta di avviare una trattativa per rivedere i termini e i vincoli di bilancio imposti dall'Ue.
Si tratta, sottolinea la premier, di una "questione urgente", che dovrebbe essere discussa nel prossimo Ecofin, previsto la settimana prossima a Lussemburgo.
In serata è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Ha dichiarato il vice premier ricevendo alla Farnesina il capo della diplomazia tedesco Johann Wadephul.
La Commissione Europea, quando riceve una lettera, si prende "il tempo necessario per esaminarla e per rispondere".
Precisa all'Adnkronos un alto funzionario Ue.
La risposta data ieri a metà giornata dalla portavoce capo Paula Pinho (“la flessibilità è già stata data”), quindi, non era riferita alle richieste avanzate nella lettera della premier in materia di flessibilità di bilancio, anche perché non era ancora arrivata. E' stata ricevuta solo in serata.
A Bruxelles, a quanto si apprende, non c’è una chiusura pregiudiziale nei confronti delle richieste avanzate dalla presidente del Consiglio riguardo alla flessibilità di bilancio nella lettera indirizzata ad Ursula von der Leyen.