Una ragazza di 20 anni residente nel Salento è indagata per istigazione alla violenza e all'odio razziale nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce in stretta collaborazione con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. Secondo l'ipotesi degli inquirenti, avrebbe diffuso all'interno di chat collegate alla galassia virtuale dell'"accelerazionismo" contenuti di matrice neofascista e neonazista, oltre a messaggi d'odio e testi che esaltavano i mass shooting, ovvero gli attacchi armati all'interno di istituti scolastici.
L'indagine è partita dal web. I carabinieri del Ros hanno individuato il profilo della giovane all'interno di comunità riconducibili all'estremismo di destra: canali digitali che, stando a quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, venivano usati per promuovere iniziative radicali e condividere messaggi dal contenuto razzista e violento. Nella mattinata del primo ottobre è quindi scattata nei confronti della 20enne una perquisizione personale, locale e informatica. L'attività è stata eseguita dai militari dell'Arma sulla base di un decreto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia.
Durante le operazioni all'interno dell'abitazione, gli investigatori hanno proceduto al sequestro di tutti i supporti tecnologici nella disponibilità dell'indagata. Smartphone, computer e altri apparati acquisiti saranno ora sottoposti ad approfondite analisi tecniche. L'obiettivo è verificare la presenza di ulteriori elementi utili alle indagini, ancora nella loro fase preliminare.
Quella salentina non è l'unica inchiesta che punta ad attenzionare contesti di radicalizzazione online. Solo pochi giorni fa, a Trento, un 17enne è stato arrestato con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Anche nel suo caso, gli investigatori avevano riscontrato una forte adesione a ideologie violente. Durante la perquisizione domestica, avevano trovato armi e manuali contenenti istruzioni per compiere attentati.