01 Oct, 2026 - 12:30

Armi sì, armi no: e se la domanda fosse un'altra? Come si esce dal vicolo cieco ucraino secondo Bettini

Armi sì, armi no: e se la domanda fosse un'altra? Come si esce dal vicolo cieco ucraino secondo Bettini

Continuare a sostenere la causa ucraina anche con l'invio di armi o concentrarsi esclusivamente su una soluzione diplomatica del conflitto?

E' il bivio davanti al quale rischia di fermarsi il viaggio unitario di Pd, M5s e Avs verso la consacrazione definitiva del campo largo. Il tempo delle discussioni sta per scadere: settembre è ormai finito e del programma che i leader di centrosinistra avevano assicurato avrebbero cominciato a scrivere ancora non c'à traccia.

Prima di sedersi tutti intorno al tavolo, infatti, occorre trovare un punto di caduta sulla grande questione Ucraina. 

Punto di caduta che potrebbe essere stato suggerito da Goffredo Bettini in una lettera pubblicata oggi - giovedì 1 ottobre 2026 - sul Corriere della Sera. 
Non chiedersi se inviare o meno le armi a Kiev, ma per quale ragione. 

Il consiglio di Bettini al Pd per uscire dal vicolo cieco ucraino

La questione Ucraina è diventata la grande questione del centrosinistra. Il M5s di Giuseppe Conte è contrario al prosieguo del sostegno militare a Kiev a differenza del PD dove l'appoggio alla causa ucraina è fuori discussione. Senza un accordo si rischia di far saltare il progetto del campo largo. 

Secondo Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd e direttore della rivista Rinascita, la soluzione potrebbe essere porre la questione da una prospettiva diversa.

virgolette
Se si avvia un percorso vero, pattizio e di tregua, nel corso di esso è del tutto legittimo e opportuno sostenere la parte dell’Ucraina ancora libera, con armi difensive: che impediscano, nel corso della trattativa, ulteriori danni al popolo ucraino”.

Spiega Bettini, per il quale il centrosinistra deve uscire dal "dilemma pressante: armi sì o armi no", ponendo la questione in maniera differente, cominciando a chiedersi: "Armi per cosa?".

Un cambio di prospettiva che potrebbe fare tutta la differenza nell'avvicinare due posizioni apparentemente tanto distanti come quella di Pd e M5s.

"Armi per cosa?", la domanda che potrebbe salvare il campo largo

Per il direttore di Rinascita, infatti, il sostegno a Kiev con armi difensive all'interno di un percorso di pace non dovrebbe essere in discussione. 

Il problema dovrebbe essere posto - secondo Bettini - in modo condizionato.

virgolette
Armi per cosa? Per quale prospettiva? Per quale assetto generale di sicurezza dell’Europa, della Russia, dell’Ucraina? E su questo occorre azzardare prime ipotesi concrete.

Ovvero:

virgolette
Tregua sulla linea del fronte. Una fascia smilitarizzata garantita da forze neutrali sotto la bandiera dell’Onu. Sì all’Ucraina nell'Unione Europea. No nella Nato. Lavorare per un assetto di sicurezza del continente Europeo secondo un modello mutuato dal trattato di Helsinki: obbediente al criterio secondo cui la sicurezza di una parte non può andare a detrimento della sicurezza dell’altra”.

Elenca il dirigente Pd che sottolinea:

virgolette
“Il centro sinistra deve porsi all’offensiva sulle questioni internazionali e nell’interlocuzione europea. Non deve subire il continuo esame peloso dei nostri avversari sulla lealtà e profondità dei nostri principi democratici ed europeisti, dal quale essi stessi si sottraggono.

La replica di Conte al dirigente Pd

La proposta di Bettini, tuttavia, non sembra trovare il favore di Giuseppe Conte che, pur sottolineando il "merito" del direttore di Rinascita di 
“impostare ragionamenti di ampio respiro che non banalizzano mai la realtà complessa che viviamo, in particolare sul conflitto russo-ucraino", non vede favorevolmente l'ipotesi di invio di armi difensive.

virgolette
“Non puoi essere interprete di una svolta continuando a inviare armi come sempre”.

Dice Conte a margine della presentazione del libro ‘La principessa’ di Davide Tozzo.

LEGGI ANCHE