Dopo oltre vent'anni di presenza militare, gli Stati Uniti si preparano a completare il ritiro delle proprie truppe dall'Iraq entro il 30 settembre 2026. La conclusione della missione americana segna una nuova fase nei rapporti tra Washington e Baghdad ma solleva anche interrogativi sulla sicurezza del paese.
L'esercito statunitense si prepara a ritirarsi dalle ultime basi in Iraq entro il 30 settembre 2026. Si tratta di una pietra miliare storica.
La presenza americana in Iraq, durata più di due decenni, è iniziata con l'invasione del paese nel 2003, che ha portato al rovesciamento del regime di Saddam Hussein e all'occupazione del paese. Dopo il ritiro alla fine del 2011, le forze americane sono tornate in Iraq meno di tre anni dopo per aiutare le forze armate irachene nella lotta contro lo Stato Islamico dal 2014 al 2017.
Gli Stati Uniti e l'Iraq hanno raggiunto un accordo nel 2024. Secondo il quale entro la scadenza del 30 settembre, gli Stati Uniti ritireranno i restanti 2.500 soldati dal paese. Questo passo porrà fine alla missione a guida statunitense denominata "Operazione Inherent Resolve" contro l'ISIS.
Nel corso di due decenni, sia l'Iraq sia gli Stati Uniti hanno visto diversi cambiamenti. Tuttavia, il ritiro delle forze statunitensi dall'Iraq è destinato ad aprire un nuovo capitolo nei rapporti tra i due paesi.
Nel luglio 2026, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha affermato, dopo un incontro con il primo ministro Ali al-Zaidi, che "la costruzione di una normale relazione bilaterale di difesa tra Stati Uniti e Iraq richiede un ambiente sicuro, libero da coercizione terroristica". Si legge nella dichiarazione inoltre che Hegseth e al-Zaidi hanno anche discusso di come "un Iraq sovrano, stabile e forte apra la strada a una cooperazione commerciale e di difesa reciprocamente vantaggiosa".
Diversi osservatori sollevano però preoccupazioni sul quadro di sicurezza nel paese dopo la scadenza del 30 settembre per il ritiro delle truppe americane. Secondo questi, la situazione appare fragile a causa della guerra degli Stati Uniti contro l'Iran. Ci sono inoltre timori che la nuova situazione possa ridare vigore allo Stato Islamico, sconfitto circa un decennio fa.