Fratelli d’Italia riprende a crescere. Futuro Nazionale rallenta. I sondaggi di questa mostrano i primi frutti della discesa in campo – in prima persona – di Giorgia Meloni.
Le cronache politiche delle ultimissime settimane raccontano di una presidente del Consiglio in modalità da campagna elettorale – questa almeno è la lettura data dal centrosinistra – con la rivendicazione di temi identitari: dalla cancellazione del bollo auto fino al tetto degli studenti stranieri nelle scuole e il divieto di burqa.
Tocca a lei – a quanto pare – frenare l’avanzata del generale ex Lega che per la seconda settimana consecutiva ha rallentato la crescita.
E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio di SWG per il Tg di La7 datato 28 settembre. La rivelazione demoscopica fotografa un trend che secondo molti analisti caratterizzerà e influenzerà la campagna elettorale per le Politiche 2027: la contrapposizione tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci.
Dopo settimane di crescita a singhiozzio e flessioni anche importanti, il partito della premier ritorno a stabilmente sopra il 27%. Una crescita che coincide anche con un maggiore protagonismo di Giorgia Meloni.
Resta fermo all’8%, invece, Futuro Nazionale che si conferma la seconda forza del centrodestra. Il partito di Roberto Vannacci sembra aver perso un po' della spinta propulsiva che lo aveva accompagnato fin dal suo debutto di febbraio. In due settimane FN è cresciuto solo dello 0,1%.
Tocca a Meloni – almeno per il momento – frenare il Generale. Forza Italia e Lega, infatti, continuano ad arrancare nei sondaggi.
Gli azzurri di Antonio Tajani perdono lo 0,1% e scendono al 6,9%, registrando un nuovo record negativo. La Lega post-Pontida continua a perdere consensi scendendo al 5,1% (-0,2%).
Noi Moderati resta stabile all’1%.

Pd e Movimento 5 Stelle stentano a decollare. Il partito della segretaria Elly Schlein che passa dal 20,8% al 20,6% (-0,2%), mentre il partito dell’ex premier Giuseppe Conte resta al 12,8%.
Cresce solo Avs che sale al 6,6% (+0,1%) e evita la debacle totale del campo largo. Campo largo che ancora non ha trovato il tempo per la scrittura del programma e per la definizione del perimetro.
Perimetro che deve necessariamente comprendere – se si vuole vincere la partita per Palazzo Chigi – anche i partiti di Centro come +Europa e Italia Viva.
E proprio il partito del segretario Riccardo Magi questa settimana fa registrare un importante passo avanti guadagnando uno 0,2% che lo avvicina alla soglia del 2% (1,7%). Resta stabile al 2,4%, infine, il partito di Matteo Renzi. Cresce, infine, anche Azione che sale al 3,2% (+0,1).

Se si votasse oggi la situazione sarebbe ancora di sostanziale parità tra centrodestra e centrosinistra. La maggioranza arriverebbe al 40,3%, mentre il campo largo (PD, M5S, AVS) si attesterebbe al 40%. Entrambe le coalizioni si manterrebbero al di sotto del 42% necessario per ottenere il premio di maggioranza con la nuova legge elettorale in fase di approvazione in Parlamento.
La coalizione di centrosinistra, tuttavia, avrebbe buone possibilità di vincere con l’allargamento del perimetro a Italia Viva e +Europa, che porterebbe il conteggio del campo progressista a 44,1%, un risultato sufficiente per vincere.