La Camera di commercio di Firenze non ha dubbi: “Il progetto per il potenziamento dell’aeroporto deve passare prima possibile alla fase esecutiva”. Lo ribadisce il presidente dell’ente camerale Massimo Manetti con la convinzione che il progetto di adeguamento della pista dell’aeroporto di Firenze sia nell’interesse dell’economia locale ma anche in prospettiva di ridurre l’impatto ambientale sui territori, sulle persone e sul numero dei soggetti interessati. “Come azionista di Toscana Aeroporti la Camera di commercio ha condiviso la decisione della società di costituirsi in giudizio per opporsi alle azioni giudiziarie che puntano a bloccare la realizzazione di un progetto fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio” dice Manetti a proposito del contenzioso avviato da enti e associazioni.
“L’annuale libro bianco di Unioncamere Toscana e Uniontrasporti ha stimato in quasi 3 miliardi di euro, più precisamente in 2,979 miliardi e spiccioli, il cosiddetto ‘costo del non fare’ spalmato in 25 anni relativo all’aeroporto di Firenze, ovvero il costo economico del mancato adeguamento della pista di Peretola. A questo si devono aggiungere le perdite dovute al ridursi dell’attrattività economica del territorio e all’eventuale chiusura di sedi nell’area fiorentina da parte di aziende che ritenessero la zona meno attraente a causa delle difficoltà di volo” dice il presidente della camera di commercio.
“A questa cifra di quasi tre miliardi di euro di costo del non fare si approda attraverso il calcolo di una serie di variabili - osserva Manetti -. Riguardano lo sbarco a Firenze di un numero di passeggeri minore di quelli che invece potrebbero arrivare con una pista più lunga, ma anche il trasferimento di business sull’indotto di altri territori come conseguenza del dirottamento su Bologna e Pisa di voli che non riescono ad atterrare a Firenze a causa del mancato adeguamento della struttura aeroportuale. Lo studio già citato calcola in una percentuale del 3,14%, per un totale di 100mila passeggeri, i voli che ogni anno devono essere deviati su Bologna e Pisa a causa delle avverse condizioni meteo che non permettono atterraggi e decolli a Firenze”. Il presidente della camera di commercio sciorina un numero dietro l’altro, ma basteranno per convincere i riottosi?