27 Sep, 2026 - 11:30

"Unabomber": la storia di Theodore Kaczynski nel nuovo thriller Netflix

"Unabomber": la storia di Theodore Kaczynski nel nuovo thriller Netflix

La Chicago della seconda metà degli anni Settanta era come avvolta da una coltre di nebbia che offuscava i suoi abitanti, costringendoli ad un clima d’incertezza. Chicago, all’epoca, era una delle città che stava risentendo maggiormente della crisi industriale statunitense: se fino a quel momento le fabbriche e la professione operaia avevano rappresentato una certezza a livello sociale, con il subentrare della concorrenza estera gli Stati Uniti furono costretti ad affrontare un progressivo deterioramento del sistema produttivo. Molti operai persero il lavoro, facendo così precipitare l’economia in alcune aree della città, che poi finirono via via in uno stato di degrado urbano. Questo contribuì ad accrescere il fenomeno della ghettizzazione e a favorire l’inasprimento delle tensioni razziali. Dall’altra parte, però, la metropoli dell’Illinois rappresentava un polo universitario importante, che riuniva docenti, ricercatori e studenti impegnati nello studio dell’informatica e delle nuove tecnologie. Ed è in questo contesto che subentrò il primo attacco dinamitardo di colui che poi fu soprannominato Unabomber.

Il 25 maggio del 1978, nel parcheggio della University of Illinois di Chicago, fu rinvenuto uno strano pacco avvolto in una carta da imballaggio marrone, indirizzato al professor E. J. Smith, del Rensselaer Polytechnic Institute (RPI) di Troy, New York. Il mittente, invece, risultava essere Buckley Crist, un docente della Northwestern University. Fu dunque restituito a Crist, il quale, però, non avendolo mai visto prima si insospettì e contattò la sicurezza della Northwestern. Il 26 maggio l’agente Terry Marker aprì il pacco che gli scoppiò tra le mani, ferendolo. Fortunatamente, l’esplosione non fu mortale, ma segnò il principio di una serie di attentati avvenuti nell’arco di ben diciassette anni che terrorizzarono gli Stati Uniti. I pacchi bomba, oltre che in Illinois, tra il 1978 e il 1995, furono consegnati o piazzati di persona in Utah, Tennessee, California, Washington, Michigan, Connecticut e New Jersey, provocando tre morti e ventitré feriti. L’FBI descrisse la caccia al terrorista come una delle più lunghe e complicate nella storia della propria divisione.

Durante l’estate del 1995 le redazioni del New York Times e del Washington Post ricevettero le copie di un manifesto intitolato Industrial Society and Its Future (La società industriale e il suo futuro), pubblicato poi integralmente il 19 settembre dello stesso anno. L’autore era proprio Unabomber. Grazie a quel manifesto, una donna di nome Linda Patrik riconobbe le idee di suo cognato Theodore e convinse il marito David a fornire a un avvocato del materiale – lettere e documenti – appartenenti al fratello. Successivamente, tramite il legale, contattarono le autorità per collaborare. Il 3 aprile del 1996 l’FBI, in una cabina isolata di circa undici m² in Montana, dove il sospettato viveva senza acqua corrente o elettricità, arrestò Theodore Kaczynski, che poi nel gennaio 1998 si dichiarò colpevole e fu condannato alla pena dell’ergastolo.

Ma chi era Theodore Kaczynski? Nato a Chicago il 22 maggio del 1942 da una coppia di origini polacche, sin da bambino si contraddistinse per la sua notevole intelligenza. Stando a quanto dichiarò lo stesso Kaczynski, all’età di dieci anni svolse un test per determinare il suo quoziente intellettivo e ottenne un risultato pari a 167. Questo gli consentì di saltare un anno scolastico passando al successivo, che però lo fece finire vittima di bullismo da parte dei compagni di classe più grandi. Spiccatamente dotato per la matematica, terminò il liceo due anni in anticipo e a soli sedici anni venne ammesso ad Harvard.

Frequentando delle lezioni di filosofia tenute dal professor Willard Quine risultò il migliore del corso ed è per questo che fu notato dallo psicologo Henry Murray che, con l’inganno, lo fece partecipare a uno studio sulla personalità sponsorizzato dalla C.I.A., di cui era responsabile. A Kaczynski fu fatto credere che avrebbe preso parte a un dibattito con uno studente più grande per allenare la mente al pensiero filosofico. Lui e altre matricole, invece, furono singolarmente sottoposti a degli esperimenti sullo stress, incalzati e attaccati a livello verbale da un funzionario dell’università, mentre venivano tenuti immobilizzati e collegati a degli elettrodi per monitorarne la risposta fisiologica. 

Kaczynski fu ritenuto mentalmente stabile all’epoca, ma durante il processo, tramite una perizia psichiatrica, gli fu diagnosticata la schizofrenia paranoide. Diagnosi che Kaczynski rifiutò e che non volle utilizzare per richiedere un’assoluzione per infermità mentale. Inoltre, nel 1996, dopo l’arresto, fu di nuovo sottoposto a un test del QI raggiungendo un risultato di 136, che è comunque molto alto rispetto alla media. Nel 1962 si laureò ad Harvard e poi ottenne un master all’Università del Michigan e un dottorato di ricerca in matematica. Kaczynski veniva ritenuto un vero genio nella sua materia e nel 1967, a 25 anni, divenne assistente alla cattedra di matematica a Berkeley. Due anni dopo si licenziò senza fornire spiegazioni e da lì cominciò il suo percorso verso l’isolamento sociale, che lo condusse poi al delirio cospirativo e ai primi attentati.

A luglio del 2020 nacque l’idea di produrre un thriller psicologico, intitolato Unabomber, proprio sulla storia di Kaczynski, ma le riprese iniziarono soltanto nell’estate del 2025, con Netflix come società di produzione. La sceneggiatura di Sam Chalsen e Nelson Greaves non va banalmente a ricostruire la biografia di Unabomber o la caccia effettuata dall’F.B.I. Attraverso una narrazione non lineare, ambientata da un lato agli inizi del 1996, quindi poco prima della scoperta dell’identità del terrorista e del suo arresto, e dall’altro nel 1958, il primo anno ad Harvard per il giovane Kaczynski e la partecipazione involontaria allo studio sulla personalità, il film si focalizza in modo implicito sulle responsabilità etiche e morali di Murray e della C.I.A.

Quanto è corretto sottoporre un minore, seppur geniale, a degli esperimenti psicologici che vanno ad alimentare la rabbia? Tanto più se lo si convince a prenderne parte con l’inganno? Il periodo dell’adolescenza è estremamente delicato per la mente umana, che affronta il processo di formazione della personalità e dell’identità. Vessare un adolescente, abusandone a livello psichico, può avere conseguenze irreparabili. E se quel soggetto è già geneticamente incline allo sviluppo di una malattia mentale il rischio è doppio. Theodore Kaczynski era un ragazzo geniale che avrebbe potuto raggiungere dei traguardi di carriera molto elevati nel campo della matematica e, forse, anche della filosofia. Gli studi del dr Murray, associati agli episodi pregressi di bullismo, con buona probabilità ne hanno compromesso il futuro e potrebbero aver contribuito allo sviluppo di pensieri cospirativi e all’insorgenza della schizofrenia paranoide. 

Unabomber si focalizza soprattutto su questo, senza però utilizzarlo come scusante per i successivi atti di terrorismo. Le interpretazioni di Jacob Tremblay, nei panni del giovane Theodore, e di Russel Crowe, nel ruolo del dr Henry Murray, le ho trovate estremamente convincenti. Buone anche le prove attoriali del resto del cast. La pellicola riesce a mantenere sempre un ritmo sostenuto nella ricostruzione di entrambe le epoche. L’unico appunto che farei è il mancato approfondimento delle teorie di Kaczynski spiegate nel manifesto, che avrebbero reso allo spettatore più chiare le ragioni deliranti dietro i suoi crimini. Per il resto davvero un buon film, che è stato reso disponibile per lo streaming sulla piattaforma di Netflix dal 25 settembre 2026. 4 stelle su 5. 

 

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