24 Sep, 2026 - 19:15

L’Europa si prepara al ritorno dei grandi allenatori

L’Europa si prepara al ritorno dei grandi allenatori

La nuova Nations League riparte con scelte a dir poco interessanti. A catturare gli occhi dei tifosi saranno le nuove panchine, nove in totale, dato che racconta solo una parte della storia. A colpire, infatti, sono soprattutto i nomi scelti dalle federazioni. Jürgen Klopp tornerà ad allenare la Germania dopo due anni nel gruppo Red Bull, Xavi guiderà l’Olanda e Zinedine Zidane inizierà un nuovo capitolo con la Francia dopo cinque anni di stop. 

Tre allenatori che hanno già vinto ai massimi livelli e che avrebbero potuto aspettare una chiamata dai top club. Hanno scelto invece la nazionale. È un segnale interessante per il calcio europeo: il ruolo di ct non è più considerato una seconda scelta rispetto al lavoro quotidiano in un club. Il loro ritorno si inserisce in un movimento più ampio, che coinvolge allenatori come Roberto Mancini, Mark van Bommel e Slaven Bilić.

Klopp cambia ruolo e riparte dalla Germania

La storia più particolare è forse quella di Klopp. Dopo l'addio al Liverpool nel 2024, il tedesco non ha scelto un'altra avventura in panchina. Per due anni ha lavorato per il gruppo Red Bull come Head of Soccer, osservando il calcio da una posizione diversa e senza la pressione quotidiana di una squadra da allenare. Ora tornerà con una responsabilità completamente nuova.

La Germania aveva bisogno di cambiare dopo un periodo complicato e Klopp ha già iniziato a farlo attraverso le convocazioni. L'ex Borussia Dortmund ha chiamato 44 giocatori, divisi in due gruppi, puntando su una rosa più giovane. Non a caso sono rimasti fuori dalla nazionale tre veterani come Neuer, Rüdiger e Groß. La sfida sarà trasmettere il suo calcio, costruito sul gegenpressing, a una formazione che può allenarsi insieme soltanto per poche settimane all'anno.

Xavi e Zidane, due attese molto diverse

Anche Xavi arriva da un periodo lontano dal calcio. Lo spagnolo ha lasciato il Barcellona nel 2024 dopo tre stagioni, decidendo di fermarsi per due anni. La scelta dell'Olanda è stata un ritorno al passato e ai valori del suo calcio. Non a caso l'idea di gioco di Xavi è nata grazie all'influenza della scuola olandese sul Barcellona. Adesso sarà lui a guidare gli Oranje, tornando alle origini e trasmettendo una certa nostalgia ai veri amanti di questo sport.

Zidane, invece, ha seguito un percorso ancora più netto. Dal 2021, dopo il secondo addio al Real Madrid, ha aspettato la possibilità di allenare la Francia. Non ha cercato un'altra soluzione per riempire il vuoto, ma ha atteso la panchina che considerava più importante. Ora raccoglierà l'eredità di Deschamps, reduce da 14 anni alla guida dei Blues in cui ha vinto il Mondiale del 2018 e la Nations League del 2021.

La nazionale non è più una seconda scelta

Il giro di allenatori conferma come il ruolo da ct abbia assunto un altro significato, più prestigioso. Per anni le nazionali sono state affidate a tecnici esperti, a figure cresciute dentro le federazioni o a vere e proprie seconde scelte. D'altronde il lavoro è diverso da quello di un club e in pochi erano disposti ad accettarlo. Specialmente tra i big. 

Klopp e Zidane, però, hanno invertito la rotta per ritornare ai massimi livelli. La loro decisione ha già modificato la percezione della panchina internazionale, che torna a essere una destinazione di primissima fascia. Ce n'era bisogno e la risposta dei più grandi non si è fatta attendere.

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