23 Sep, 2026 - 17:30

Il presidente iraniano all'Onu: "Siamo stati vittime del terrorismo". La delegazione USA lascia l'aula

Il presidente iraniano all'Onu: "Siamo stati vittime del terrorismo". La delegazione USA lascia l'aula

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha parlato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 23 settembre 2026.

Il discorso di Pezeshkian all'Assemblea generale dell'Onu

Il presidente iraniano ha tenuto, il 23 settembre 2026, un discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Le parole di Masoud Pezeshkian hanno avuto una risonanza mondiale.

"Il presidente degli Stati Uniti ci ha definiti terroristi. Noi siamo stati vittime del terrorismo", ha affermato il presidente iraniano. L'intervento di Pezeshkian è arrivato all'indomani del discorso del presidente americano, Donald Trump, all'Assemblea generale dell'Onu.

Masoud Pezeshkian ha affermato che gli Stati Uniti "hanno bombardato una scuola" e che "dei bambini sono morti sotto le bombe, con armi utilizzate sia dagli Stati Uniti che da Israele". Il 28 febbraio, il giorno dei primi attacchi di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, un missile ha colpito la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel sud del paese. Sono state accertate 156 vittime, tra cui 120 bambine.

La delegazione statunitense ha abbandonato la sala durante il discorso del presidente iraniano.

"Non chineremo la testa e non rinunceremo al diritto che ci spetta di diritto. Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari e nessuna limitazione alla tecnologia nucleare a fini pacifici. La nostra pace non arriverà sul campo di battaglia. Devono garantire la sicurezza necessaria al popolo e alla nazione iraniana", ha affermato Pezeshkian e ha aggiunto che:

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L'Iran deve essere compreso dal signor Trump e da coloro che cercano di intimidirci: siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, senza però accettare il linguaggio della forza.

Pezeshkian sullo Stretto di Hormuz

Parlando della chiusura dello Stretto di Hormuz, il presidente iraniano ha affermato:

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Non possiamo permettere ad alcuni di avere libero accesso e di trarre profitto da un corso d'acqua, mentre allo stesso tempo lo utilizzano per imporre le proprie aggressioni, per instillare in noi insicurezza e per impedirci l'accesso alle nostre stesse vie navigabili.

Ha aggiunto che qualsiasi “espansione della guerra non porterà alla sicurezza”.

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