I prezzi del petrolio sono ulteriormente diminuiti il 23 settembre 2026, dopo che l'Arabia Saudita ha riaperto l'oleodotto Est-Ovest. La riapertura dell'infrastruttura ha contribuito ad attenuare i timori relativi alla disponibilità di petrolio proveniente dal Medio Oriente.
Il 23 settembre 2026, i prezzi del petrolio sono diminuiti in seguito alla ripresa, avvenuta il giorno precedente, dei flussi di greggio dell’Arabia Saudita attraverso l’oleodotto Est-Ovest.
L'oleodotto, che trasporta il greggio verso il Mar Rosso, era stato chiuso dopo gli attacchi con droni avvenuti all'inizio del mese. La sua chiusura aveva sollevato timori di una prolungata interruzione delle forniture e aveva assunto particolare rilevanza dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali punti di passaggio del commercio mondiale di petrolio.
La ripresa delle forniture ha rafforzato le aspettative di una maggiore disponibilità di petrolio dal Medio Oriente, favorendo così le vendite sui mercati petroliferi globali.
Nella mattina del 23 settembre, il prezzo del petrolio Brent è sceso a 98,77 dollari al barile, con una perdita di 48 centesimi. Il giorno precedente, il Brent era già sceso sotto i 100 dollari al barile per la prima volta dall’8 settembre. Anche il WTI ha registrato un calo, raggiungendo il 23 settembre il livello più basso dall'1 settembre.
L'oleodotto Est-Ovest dell'Arabia Saudita è un'infrastruttura strategica che attraversa il paese da est a ovest. Permette di trasportare il greggio verso il Mar Rosso, offrendo all'Arabia Saudita un'alternativa alle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz. La capacità complessiva dell'oleodotto è di circa 7 milioni di barili al giorno.
Secondo quanto riportato da Reuters, anche l’Iraq sta aumentando le proprie esportazioni di petrolio. Il ministro del Petrolio ha dichiarato il 22 settembre che il paese esporta già oltre 3 milioni di barili al giorno e punta ad aumentare le esportazioni attraverso la Turchia, portandole a oltre 600mila barili al giorno.