La Formula 1 si prepara a una vera e propria rivoluzione. Dal 2027 i Gran Premi saranno più corti: la distanza massima passerà dagli attuali 305 chilometri a 290, con due o tre giri in meno a seconda del circuito. La principale ragione è tecnica, perché le nuove power unit avranno un rapporto diverso tra motore termico e parte elettrica e richiederanno più carburante. Ma dietro quei 15 chilometri c’è anche qualcosa di più.
La Formula 1 sta cercando di rendere il proprio prodotto più compatto e facilmente fruibile, seguendo un cambiamento che riguarda tutto lo sport. Negli ultimi anni ha conquistato un pubblico sempre più giovane, abituato agli highlights, video brevi e a un consumo dei contenuti molto più rapido. E anche le gare devono tenere conto di questo cambiamento.
La riduzione della distanza nasce innanzitutto dalle nuove regole sulle power unit. Dal 2027 il motore termico tornerà ad avere un peso maggiore rispetto alla componente elettrica e le monoposto avranno bisogno di più benzina per percorrere gli stessi chilometri. Invece di aumentare la capacità dei serbatoi, con costi aggiuntivi per le scuderie, la Formula 1 ha scelto di ridurre la distanza delle gare.
Il risultato, però, va nella direzione di una trasformazione già annunciata. I Gran Premi diventeranno più brevi mentre aumenteranno gli appuntamenti Sprint, che dal 2027 saranno dieci contro i sei attuali. L’obiettivo non è correre meno, ma costruire weekend più dinamici, con momenti capaci di catturare l'attenzione dei giovanissimi.
La F1 non parla più soltanto agli appassionati di lunga data. La crescita sui social ha portato il campionato a intercettare un pubblico molto giovane: secondo i dati diffusi dalla Formula 1, il 54% dei follower su TikTok e il 40% di quelli su Instagram ha meno di 25 anni. È un pubblico abituato a contenuti rapidi, highlights e prodotti concentrati. Non significa che non voglia seguire un Gran Premio, ma che il modo di avvicinarsi allo sport è cambiato.
Per questo la Formula 1 sta lavorando fuori dalla pista, tra nuove location, collaborazioni con Disney e Hollywood e una presenza sempre più forte sui social. La sfida è trasformare questa attenzione in un interesse concreto per l'intero evento. E la decisione di inserire gare più corte va letta proprio in questa ottica. D'altronde cambiare per stare al passo con i tempi significa non rischiare di dover rinunciare a una fetta importante di pubblico e, quindi, di incassi.
La rivoluzione della Formula 1 non è certo isolata. Anche il calcio sta cercando di tagliare i tempi morti e favorire la continuità del gioco. La Serie A, per esempio, ha ridotto le interruzioni per aumentare il tempo effettivo di gioco e finora i risultati sono incoraggianti. La Formula 1 sembra muoversi nella stessa direzione, con più stimoli per mantenere la soglia d'attenzione sempre al massimo.
Dal 2027 sparirà anche il limite di tre ore per un Gran Premio interrotto dalla pioggia, mentre resteranno due ore di gara effettiva. L'obiettivo dichiarato è dare più possibilità di completare la corsa dopo un'interruzione. La Formula 1, dunque, non sta semplicemente accorciando le gare. Sta cercando di capire come si guarda lo sport oggi, specialmente tra i più giovani. E i 15 chilometri in meno potrebbero essere solo il primo segnale di questo cambiamento.