Sette gol Salah, sette Orban, sei Osimhen, sei Muriqi, sei Shomurodov e cinque Vlahovic. La classifica marcatori della Süper Lig sembra una fotografia della vecchia Serie A. I primi sei posti sono occupati da giocatori che hanno transitato nel campionato italiano, anche se con percorsi e fortune molto diverse. Nonostante ciò, il dato racconta perfettamente quanto la Turchia stia diventando un terreno fertile per le vecchie conoscenze del nostro calcio.
Non è soltanto una questione di grandi nomi. Salah ha lasciato la Roma più di dieci anni fa prima di costruirsi una carriera straordinaria al Liverpool, mentre Osimhen è ancora legato al recente passato del Napoli. Muriqi ha vestito la maglia della Lazio, Shomurodov ha giocato con Genoa, Roma e Cagliari, mentre Vlahovic è stato il centravanti della Juventus per quasi cinque stagioni.
C'è un particolare che rende il dato ancora più interessante: i sei attaccanti giocano tutti in squadre diverse. Salah trascina il Trabzonspor, Orban l'Amedspor, Osimhen il Galatasaray, Muriqi il Fenerbahçe, Shomurodov il Basaksehir e Vlahovic il Besiktas. A fare la differenza, dunque, non è il rendimento di una singola squadra o un particolare sistema di gioco, ma il modo differente di intendere il calcio.
Gli ex attaccanti della Serie A stanno riuscendo a esprimere il loro vero potenziale lasciando il segno in ogni partita. E Orban è l'apice di questo successo. Dopo l'avventura al Verona chiusa con 7 reti, l'attaccante nigeriano ha trovato una nuova opportunità in Turchia e oggi si trova in testa alla classifica marcatori. Un'esplosione difficile da immaginare, che fa riflettere su quanto sia complicato avere a che fare con le difese italiane.
Il confronto con la Serie A viene naturale. Il calcio turco ha caratteristiche differenti, soprattutto in fase difensiva. Le partite offrono più spazi, meno continuità nella pressione e situazioni nelle quali un attaccante di qualità riesce a fare la differenza. Non significa che segnare in Süper Lig sia semplice, ma il contesto favorisce giocatori abituati a confrontarsi con difese più organizzate.
Muriqi può sfruttare la propria fisicità, Shomurodov ha ritrovato continuità, Orban sta trasformando in gol ogni occasione e Vlahovic ha già trovato una sua dimensione al Beşiktas. Salah e Osimhen rappresentano due casi leggermente diversi. Il primo non aveva certo bisogno della Turchia per rilanciarsi, visto il rendimento avuto per anni al Liverpool. Il secondo è arrivato al Galatasaray da campione affermato e ha continuato a segnare con una regolarità impressionante.
La partita tra Trabzonspor e Galatasaray ha mostrato anche l'altra faccia della medaglia. Salah ha segnato una tripletta nel clamoroso 4-0, confermandosi uno dei protagonisti assoluti del campionato turco. Dall'altra parte, Rafa Leao ha vissuto una serata da dimenticare. Il portoghese, arrivato a Istanbul dopo l'esperienza al Milan, è stato criticato per l'ennesima prestazione negativa con 21 palle perse.
Sui social è diventato virale anche un montaggio delle sue peggiori giocate accompagnato da “Salako”, una canzone popolare turca il cui titolo significa “sciocco”. Il contrasto è evidente: mentre molti ex attaccanti della Serie A stanno vivendo una seconda giovinezza, Leao deve ancora adattarsi al nuovo campionato. E, anche in questo caso, viene da pensare che il problema sia soprattutto comportamentale.