21 Sep, 2026 - 13:12

Presley Gerber, morto a 27 anni il figlio di Cindy Crawford e fratello di Kaia

Presley Gerber, morto a 27 anni il figlio di Cindy Crawford e fratello di Kaia

È morto a soli 27 anni Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford e Rande Gerber e fratello maggiore di Kaia.

Una vita ancora tutta da scrivere, quella del giovane modello, spezzata domenica 20 settembre in un centro di riabilitazione. A riportarlo sono i documenti del medico legale della contea di Los Angeles ottenuti da PEOPLE, mentre TMZ aveva dato per primo la notizia.

La causa della morte non è stata ancora resa nota. L’autopsia, infatti, non è stata completata. A confermare il dolore della famiglia è stato un portavoce di Cindy Crawford, Rande. Kaia, invece, ha chiesto di rispettare la loro privacy.

Presley lascia soprattutto il ricordo di un ragazzo che, negli ultimi anni, aveva smesso di nascondere le proprie fragilità. E aveva scelto di parlare apertamente di salute mentale, dipendenze e difficoltà personali, nella speranza che la sua esperienza potesse servire a qualcun altro.

Presley Gerber: il cognome ingombrante e la passerella

Essere il figlio di Cindy Crawford significa crescere con un cognome che, nel mondo della moda, non ha certo bisogno di presentazioni. Presley era nato a Beverly Hills nel 1999 e, proprio come la madre e la sorella Kaia, aveva finito per interessarsi al fashion system.

A 15 anni aveva firmato con IMG Models. A 17 aveva iniziato a conquistare l'attenzione delle passerelle insieme alla sorella, più giovane di tre anni. Era arrivato a sfilare per Moschino a Los Angeles e persino a volare a Milano per Dolce & Gabbana, lavorando anche a una campagna pubblicitaria di Calvin Klein.

Ma dietro le quinte, almeno all'inizio, non c'era il ragazzo sicuro di sé che poteva sembrare nelle fotografie. Nel 2016, intervistato da W, aveva raccontato con una semplicità quasi disarmante cosa gli passasse per la testa durante le prime sfilate: non cadere.

"Ti prego, non inciampare, arriva fino alla fine", aveva raccontato, spiegando che concentrarsi esclusivamente su quello che stava facendo lo aiutava a non farsi distrarre.

Nel 2018, invece, aveva parlato del rapporto con Kaia e di quanto lavorare insieme rendesse il mondo della moda "molto meno solitario". Due fratelli catapultati nello stesso universo, con due percorsi inevitabilmente osservati da vicino.

Dietro le passerelle: depressione, dipendenze e salute mentale

Con il passare degli anni, però, Presley aveva cominciato a mostrare al pubblico un lato molto diverso da quello delle campagne pubblicitarie e delle passerelle.

Aveva parlato apertamente delle proprie difficoltà con la salute mentale, della depressione e dell'abuso di sostanze. Non lo faceva per costruire un personaggio, ma aveva spiegato che la sua apertura sull'argomento potesse aiutare altre persone. A Studio 22 aveva raccontato: 

virgolette
Penso che aiutare anche solo una persona o un centinaio di persone a uscire dalla situazione in cui mi sono trovato a un certo punto della mia vita sia tutto ciò che devo fare

Presley aveva anche iniziato a pubblicare sui social i suoi "Mental Health Mondays", video nei quali affrontava temi legati al benessere psicologico e al recupero.

In uno dei filmati del 2024 aveva raccontato la propria esperienza nei gruppi di recupero e l'importanza di riuscire a trovare un punto di contatto con altre persone, così da non sentirsi soli. 

L'impegno per la salute mentale: i video di Presley

Non a caso, è stato sui social che Presley aveva trovato uno spazio per raccontarsi senza filtri. Nel luglio 2025 aveva parlato anche del rapporto con lo sport, una parte importante della sua adolescenza.

Da ragazzo praticava surf, pallanuoto e nuoto ed era, come si definiva lui stesso, molto attivo. Poi il lavoro aveva progressivamente preso il posto dell'attività fisica e Presley aveva raccontato di essersi accorto solo dopo molti anni di quanto questo cambiamento avesse inciso sulla sua vita.

In un video pubblicato nel dicembre 2025 e successivamente cancellato aveva affrontato ancora più direttamente le proprie difficoltà, parlando anche dei farmaci che assumeva per gestire quelli che definiva attacchi di panico.

Aveva detto di aver attraversato diverse perdite e di trovarsi in una fase particolarmente complicata. Ma anche in quel momento il suo pensiero sembrava rivolto agli altri, raccontando la sensazione di essere spesso solo e la speranza che le sue parole potessero raggiungere qualcuno disposto ad aiutare o che conoscesse una persona in grado di farlo.

Era una parte di Presley molto diversa da quella del modello fotografato sulle riviste. Ed è proprio questa versione di sé che negli ultimi anni aveva scelto di mostrare sempre di più.

Il rapporto con Kaia Gerber: la scelta di non nascondersi più

A settembre 2026, sulle pagine di Vogue, Kaia aveva parlato proprio del fratello e della sua lunga lotta contro la tossicodipendenza. Le sue parole raccontavano quanto una situazione del genere possa finire per coinvolgere tutti, anche chi apparentemente resta ai margini.

Kaia aveva spiegato di aver spesso messo da parte i propri bisogni, arrivando a considerarsi la figlia "facile da gestire" per non aggiungere ulteriori preoccupazioni alla famiglia.

Eppure, proprio il modo in cui Presley aveva deciso di raccontare quello che gli stava succedendo aveva avuto un significato particolare per lei.

Kaia aveva ricordato come i suoi genitori fossero sempre stati molto riservati e come Presley avesse invece scelto di essere apertamente umano, senza cercare di nascondere le proprie difficoltà.

"C'è un limite a ciò che puoi nascondere al mondo", aveva detto la sorella, spiegando che cercare di mettere un coperchio su qualcosa può finire per far sentire una persona come se ci fosse vergogna intorno a ciò che sta vivendo.

Oggi quelle parole assumono un peso ancora diverso.

Presley Gerber è morto a 27 anni, lasciando una famiglia che chiede silenzio e rispetto e un percorso personale che, negli ultimi anni, aveva scelto di condividere proprio per far sentire meno sole le persone che affrontavano le sue stesse difficoltà.

LEGGI ANCHE