21 Sep, 2026 - 17:36

VisionQuest, il capitolo finale della trilogia pronto al debutto: l'ambizioso progetto MCU

VisionQuest, il capitolo finale della trilogia pronto al debutto: l'ambizioso progetto MCU

L'ultima volta che abbiamo visto Visione, il suo destino era ancora tutto da decifrare. Ora, dopo anni di attesa, il personaggio interpretato da Paul Bettany è pronto a tornare nell'MCU con VisionQuest, la nuova serie Marvel in arrivo su Disney+ a ottobre 2026. 

Non sarà un semplice spin-off dedicato all'androide: il progetto rappresenta infatti il capitolo conclusivo di una trilogia iniziata con WandaVision e proseguita con Agatha All Along.

La serie di Terry Matalas promette di riportare al centro della storia il White Vision, la sua identità, il rapporto con il passato e soprattutto la ricerca di una nuova idea di famiglia.

Sullo sfondo ci sono Ultron, Tommy Maximoff e un luogo decisamente fuori dagli schemi: il Mindscape, lo spazio mentale di Visione popolato dalle intelligenze artificiali legate alla sua storia.

E dopo una visita sul set dei Pinewood Studios da parte di ScreenRant, è emerso quanto VisionQuest sia stato concepito come uno dei progetti Marvel più creativi e ambiziosi degli ultimi anni.

VisionQuest chiude il cerchio iniziato con WandaVision

L'idea alla base di VisionQuest è molto più grande di quanto il titolo potrebbe far pensare. La serie nasce infatti come prosecuzione diretta di quel percorso iniziato con WandaVision, nel quale Visione aveva perso praticamente tutto: Wanda, i figli e persino la certezza di sapere chi fosse davvero.

A rendere ancora più interessante il progetto è il collegamento con Agatha All Along. La serie aveva infatti riportato nell'MCU Billy Maximoff, mostrando come l'anima del figlio di Wanda e Visione fosse finita nel corpo di William Kaplan. Ora toccherebbe all'altro gemello, Tommy, tornare al centro della storia.

Terry Matalas ha descritto VisionQuest come il secondo ramo dell'albero narrativo nato da WandaVision, dopo Agatha All Along. Un'immagine che rende bene l'idea: tre serie differenti, ma unite da una stessa storia familiare che arriva ora al suo ultimo capitolo.

Per Visione, però, la questione non riguarda soltanto il ricongiungimento con Tommy. Il vero viaggio sarà quello verso la propria identità.

Dopo essere stato trasformato in un'arma e aver perso gran parte dei ricordi, il personaggio dovrà capire cosa significhi essere umano e, soprattutto, quale persona voglia diventare.

Il Mindscape: il cuore folle della nuova serie

Se c'è un elemento che rende VisionQuest diverso dal resto dell'MCU è il Mindscape, una sorta di casa mentale all'interno della quale Visione si confronta con diverse intelligenze artificiali provenienti dall'universo di Tony Stark.

Ci sono FRIDAY, EDITH, DUM-E e JARVIS, oltre a una versione di Ultron. Ma non si tratta semplicemente di personaggi digitali messi insieme per creare qualche gag. Ognuno rappresenta una diversa componente dell'umanità che Visione deve imparare a comprendere.

FRIDAY incarna la sicurezza, EDITH ha un atteggiamento più impulsivo, mentre JARVIS rappresenta una sorta di fratello per Visione. Insieme diventano una squadra che lo accompagna nella sua ricerca di identità. Una specie di Avengers dell'intelligenza artificiale, ma con una missione molto più personale.

Qui che la serie affronta anche uno dei temi più contemporanei della produzione Marvel: il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale.

La cosa curiosa è che, nonostante il mondo di VisionQuest sia profondamente legato all'IA, la produzione non ha utilizzato intelligenza artificiale generativa per creare i suoi elementi visivi. Al contrario, il team ha costruito manualmente scenografie che imitano proprio le imperfezioni tipiche delle prime immagini generate dai software.

Scale che non sembrano collegarsi perfettamente, mobili incastrati nelle pareti, elementi ripetuti e dettagli volutamente strani diventano così parte integrante del Mindscape.

Madripoor, Ultron e dettagli per i fan

La creatività della serie non si ferma al Mindscape, anzi, un set è stato interamente dedicato a Madripoor, la città criminale già comparsa nell'MCU.

Strade, negozi, bancarelle, insegne e oggetti di scena sono stati costruiti nei minimi dettagli per dare vita a una versione fisica e credibile della città. E, come spesso accade nelle produzioni Marvel, praticamente ogni angolo sembra nascondere un riferimento per i fan più attenti.

Il Mindscape, però, è ancora più ricco di sorprese. Girasoli, arance e limoni ricorrono praticamente ovunque, trasformandosi in decorazioni, mobili e motivi sulle pareti. Persino gli oggetti quotidiani sono stati reinventati in chiave Vision.

Anche i costumi seguono la stessa filosofia. L'abito di Visione contiene riferimenti alla sua forma robotica e persino un codice ideato appositamente per il personaggio. Il costume di Ultron riprende invece le linee del suo corpo metallico, con dettagli che richiamano la combinazione di grigio e rosso.

Paul Bettany guarda già oltre VisionQuest

La domanda più interessante, a questo punto, riguarda il futuro di Visione. VisionQuest sarà davvero la conclusione della sua storia oppure soltanto una nuova partenza?

Le parole di Paul Bettany sembrano puntare decisamente verso la seconda possibilità. L'attore ha spiegato che la serie partirà dal White Vision visto alla fine di WandaVision e lo accompagnerà verso una nuova ricerca di autonomia.

Il finale, secondo Bettany, dovrebbe quindi funzionare come un vero e proprio trampolino di lancio per il futuro del personaggio. Una prospettiva che assume ancora più peso considerando il possibile coinvolgimento di Visione nei prossimi grandi eventi cinematografici dell'MCU.

La serie introdurrà anche Tommy Maximoff, personaggio destinato a essere particolarmente importante per il futuro della famiglia di Wanda. I fumetti lo identificano come Speed e il progetto potrebbe contribuire a gettare ulteriori basi per i Giovani Vendicatori.

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