Il nuovo decreto scuola arriverà in Consiglio dei Ministri solo nei prossimi giorni, ma già sta facendo discutere e parlare di sé.
Ad incendiare il dibattito e lo scontro politico sono state le dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ieri - domenica 20 settembre - dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, l'organizzazione dei giovani Fratelli d'Italia, ha annunciato l'introduzione di due misure volte a ridimensionare il rischio di "islamizzazione" della scuola italiana: il tetto agli stranieri in classe e il divieto di indossare il burqa.
Una mossa elettorale come accusano molti a sinistra, o la risposta ad un problema della scuola italiana? Ecco cosa dicono i numeri relativi alla presenza degli studenti stranieri nelle scuole del Paese.
Quello del tetto al numero di studenti stranieri nelle classi italiane è un vecchio pallino della destra. Secondo i dati Istat - riportati dal Corriere della Sera - su un totale di circa 8 milioni di studenti, nell'anno scolastico 2024/25 la percentuali di studenti non italiani era dell'11,6%, pari a 931.323.
I due terzi, tuttavia, sono bambini e ragazzi nati in Italia e la metà di loro ha passaporto europeo.
Nello specifico il 13,7% frequentava la scuola primaria, il 12,6% la secondaria di primo grado e l'8,6%, la secondaria di secondo grado.
Il numero di studenti di origine straniera nelle scuole italiane è quasi triplicata negli ultimi venti anni. Nel 2004, infatti, la percentuale era del 4,2% pari a 370.803 studenti.
I due terzi - secondo i numeri del Corriere - sono bambini e ragazzi di seconda generazione, ovvero nati in Italia e che hanno frequentato la scuola dell'infanzia.
Le classi interessate dal provvedimento dovrebbero essere circa 1000 su un totale di 300mila classi italiane. Si tratta delle classi che hanno una concentrazione sopra il 20% di studenti di prima generazione. Tra queste 750 sono alle elementari. Il resto alle medie e alle superiori.
Le zone più interessate sono quelle del nord, dove si concentra circa il 65% degli studenti non italiani. In Lombardia risiede circa un quarto dei 900 mila alunni e studenti stranieri, seguita dall'Emilia Romagna e dal Veneto. Al sud la presenza è al di sotto del 5%
La proposta del governo prevede, secondo quanto emerso, l'introduzione di un tetto massimo del 30% di studenti non italiani in ogni classe. La misura potrebbe arrivare nel Consiglio dei ministri tra giovedì e venerdì di questa settimana.
Gli studenti stranieri coinvolti dalla misura sarebbero quelli con "background migratorio" da cui, tuttavia, sono esclusi quelli on passaporto di un Paese dell'Ue che sono il 44,4% e che sono equiparati ai cittadini italiani dalle regole comunitarie, e gli studenti di seconda generazione con buone conoscenze di italiano.
D'altronde, ha insistito Meloni, "non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza e chiamare tutto questo integrazione è un'altra menzogna, comoda per chi vive di ideologia, per chi ci fa la morale dai salotti e poi i propri figli li manda in scuole nelle quali questo problema non esiste".