Il rapper americano Macklemore è stato rimosso dalla tranche statunitense del Loop Tour di Ed Sheeran dopo aver lanciato messaggi pro-Palestina sul palco del MetLife Stadium. La decisione è maturata nelle scorse ore a causa delle forti pressioni esercitate dai gestori dei principali stadi americani, pronti ad annullare i concerti se l'artista di Seattle fosse rimasto in cartellone.
Durante la sua esibizione in New Jersey, il musicista ha intonato il brano di protesta Hind's Hall, gridando alla folla: «Free Palestine!». Ha poi aggiunto: «Non parlare con il cuore pur di preservare la mia comodità o quella del pubblico significherebbe non meritare più di stare sul palco». Le dichiarazioni hanno scatenato polemiche immediate, culminate in una petizione dell Israeli-American Council per la sua estromissione.
Di fronte al rischio di cancellare intere tappe negli stadi della nazione, il promoter Messina Touring Group ha optato per l'esclusione definitiva del rapper. Tra le strutture più intransigenti spicca il Gillette Stadium di Boston, il cui proprietario Robert Kraft ha negato l'accesso per presunta «retorica offensiva verso la comunità ebraica».
Ed Sheeran ha rotto il silenzio spiegando di aver subito una scelta logistica imposta da cause di forza maggiore e ha ribadito la propria linea neutrale. «Ho sempre preferito usare il mio palco per promuovere il dialogo e unire le persone», ha chiarito il cantautore britannico, confermando l'affetto personale verso l'amico di lunga data ma ammettendo la complessità della vicenda.
La rimozione di Macklemore ha innescato un clamoroso effetto domino tra gli altri musicisti ingaggiati come supporto nel tour. Gli artisti Finneas, Lukas Graham, Aaron Rowe e la band folk irlandese Beoga hanno annunciato il loro immediato ritiro in segno di aperta solidarietà al collega e alla causa civile palestinese.
«Gli artisti devono essere liberi di discutere di guerre e vittime civili senza subire ritorsioni commerciali», ha dichiarato Lukas Graham nel motivare il forfait. Finneas, autore e fratello di Billie Eilish, ha a sua volta espresso pieno supporto alla popolazione di Gaza, lasciando di fatto il tour orfano di quasi tutti gli opening act.
Macklemore ha risposto comunicando che devolverà l'intero compenso di un milione di dollari ricevuto per le date a sei ong attive nel supporto umanitario a Gaza. «Se queste parole mi sono costate il palco ma hanno riacceso l'attenzione su quanto accade, allora è stato il tour di maggior successo della mia vita», ha scritto online.
La vicenda ha spinto lo stesso proprietario del Gillette Stadium, sollecitato da Sheeran, a impegnarsi a versare due milioni di dollari per l'assistenza umanitaria nella regione. Il gesto distensivo punta ad arginare il danno d'immagine per la rassegna, finita sotto i riflettori internazionali per la gestione della libertà d'espressione.
Il Loop Tour proseguirà nei prossimi giorni a Filadelfia, ma il clima resta teso e l'organizzazione sta lavorando a ritmi serrati per ridefinire la scaletta dei concerti. Il caso riapre l'annoso dibattito sul confine tra attivismo politico e intrattenimento globale nelle arene di massimo profilo.
A cura di Andrea Chinellato