Il Tribunale di Campobasso ha condannato l'Azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem) a risarcire i familiari di un paziente deceduto dopo aver contratto il Covid-19 durante un ricovero ospedaliero. La somma stabilita dalla giudice Elisa Ferrazzoli è di 300mila euro, a cui si aggiungono gli interessi e le spese legali. A darne notizia, riportando le dichiarazioni dell'avvocato Enzo Iacovino - legale della famiglia insieme ai colleghi Francesco Beer e Marco Pasquale, nonché volto del Comitato dei familiari delle vittime del Covid in Molise - è l'Ansa.
Facendo proprie le conclusioni della consulenza tecnica, il Tribunale ha ritenuto accertate "gravi inefficienze organizzative" nella gestione dell'emergenza pandemica e le ha considerate causalmente collegate al contagio e al successivo decesso del paziente, originariamente ricoverato in ospedale per altre patologie.
Tra le criticità riscontrate figurano la mancata tracciabilità delle attività di sanificazione, della consegna dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e della formazione del personale. Dalla documentazione esaminata non sarebbero emersi, inoltre, riscontri specifici sui tamponi effettuati agli operatori sanitari né sulla loro periodicità.
Alla gestione dell'emergenza si aggiungono le evidenze sull'assistenza fornita all'uomo dopo aver contratto l'infezione, giudicata dal Tribunale "inadeguata", in particolare per l'"omissione dei necessari monitoraggi clinici". Secondo i consulenti, il controllo strumentale rappresentava una "codotta minimina esigibile". La sua omissione avrebbe privato i sanitari di elementi utili per ottimizzare la terapia e salvare, di fatto, il paziente.
Una sentenza che rappresenta "un punto di svolta", secondo l'avvocato Iacovino, poiché non si limita a ricostruire il singolo caso, ma prende in esame l'intero contesto organizzativo.
senza che venissero adottate contromisure.