Batman è pronto a tornare, ma il secondo capitolo si prepara a essere più oscuro che mai e non solo.
Dopo aver riportato il paladino di Gotham alle sue radici più cupe e investigative, Matt Reeves potrebbe avere un asso nella manica decisamente diverso dal solito per The Batman 2.
Se per anni si è fantasticato sull’arrivo di Robin accanto al Bruce Wayne di Robert Pattinson, nuovi indizi sembrano puntare verso un personaggio molto più adatto alla Gotham di questo universo: Anarky.
E la cosa interessante è che non sarebbe affatto un’aggiunta calata dall’alto. Il primo The Batman, uscito nel 2022, potrebbe aver preparato il terreno proprio per lui.
Quattro anni dopo, la città devastata dall’Enigmista è ancora alle prese con le conseguenze della sua rivoluzione e, in questo scenario, un giovane giustiziere anarchico potrebbe essere persino più naturale di un nuovo Robin.
L'idea di vedere Robin al fianco di Batman è una delle più affascinanti per i fan, visto che l'iconico duo ha fatto la storia dei classici fumetti. E tuttavia non sembra trovare posto nell'universo di di Reeves.
Questa versione di Bruce Wayne è ancora alle prese con la propria identità di Cavaliere Oscuro e con il peso delle ferite personali. Affiancargli un ragazzino da addestrare rischierebbe di trasformare troppo rapidamente il personaggio.
Il sequel, inoltre, sembra avere già parecchio materiale da gestire. Il cast si è allargato con nomi come Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Charles Dance e Brian Tyree Henry, mentre la trama continua a essere protetta da una cortina di segretezza.
Nel frattempo, dal set londinese sono arrivati indizi che hanno riacceso le teorie sulla Corte dei Gufi, una delle organizzazioni più inquietanti della mitologia di Batman.
In mezzo a questo scenario sarebbe comparso un dettaglio ancora più curioso: una figura mascherata in mezzo a manifestanti anti-establishment, accompagnata da un simbolo bianco riconducibile all'anarchia.
Potrebbe essere soltanto un elemento scenografico, se non addirittura un easter egg. Oppure potrebbe essere il primo vero indizio dell'arrivo di Lonnie Machin, alias Anarky.
Nei fumetti, Anarky è uno dei personaggi più apertamente politici legati all'universo di Batman. Lonnie Machin non combatte la criminalità per il gusto di farlo.
La questione è molto più personale: la sua guerra nasce dalla convinzione che istituzioni, grandi aziende e classi dirigenti siano parte integrante del problema. Qui il personaggio potrebbe incastrarsi alla perfezione nel mondo di Reeves.
La Gotham di The Batman non è una città dove il male arriva soltanto dai vicoli bui. È una metropoli costruita sulla disuguaglianza, sulla corruzione e su un sistema in cui le persone comuni non valgono nulla.
L'Enigmista ha trasformato questa frustrazione in una vera e propria rivolta; Anarky potrebbe rappresentarne l'evoluzione successiva.
La differenza con Batman sarebbe poi enorme. Bruce cerca di imporre la propria idea di giustizia senza uccidere e, soprattutto, senza abbattere completamente il sistema. Anarky, invece, potrebbe considerare proprio quel sistema il nemico.
E se la Corte dei Gufi fosse davvero coinvolta nel sequel, il contrasto diventerebbe ancora più interessante: da una parte una potentissima élite che governa Gotham nell'ombra, dall'altra un giovane radicale deciso a distruggere ogni forma di autorità.
La parte più intrigante della teoria è che Anarky non avrebbe bisogno di una lunga spiegazione per entrare nella storia. Il primo film ha già creato le condizioni perfette per farlo.
Alla fine di The Batman, Bruce riesce a fermare l'Enigmista, ma non il suo piano nella sua interezza.
Gotham viene devastata dall'alluvione e, mentre Batman comincia a comprendere che la paura non può essere l'unico strumento attraverso cui proteggere la città, il movimento di Edward Nashton non scompare magicamente.
Anzi, il problema della radicalizzazione rimane. Anche The Penguin ha mostrato una Gotham ancora profondamente corrotta, nella quale il confine tra criminalità, politica e potere economico è tutt'altro che netto.
La città è quindi un terreno fertile per qualcuno che voglia trasformare la rabbia degli esclusi in una nuova forma di ribellione e Anarky potrebbe essere proprio quel qualcuno.
E questo renderebbe il suo eventuale ingresso molto più significativo di un semplice nuovo villain. Sarebbe il risultato diretto di ciò che è accaduto nel primo film: una bomba accesa che nessuno è riuscito a disinnescare.
Edward Nashton non odiava soltanto Bruce Wayne: nella sua follia, credeva che Batman fosse il simbolo della giustizia che Gotham meritava. Il problema era che non conosceva davvero l'uomo dietro la maschera.
Anarky potrebbe rappresentare una versione molto più estrema di quell'idea: è giovane, arrabbiato, radicale e convinto che la giustizia debba essere ottenuta direttamente, bypassando le istituzioni.
In altre parole, potrebbe essere ciò che l'Enigmista avrebbe voluto che Batman diventasse, ma anche ciò che alcuni giovani abitanti di Gotham potrebbero vedere come il naturale passo successivo dopo la sua rivolta.
Questo crea un contrappunto perfetto con Bruce. Batman è diventato un simbolo di speranza; Anarky potrebbe diventare il simbolo di chi quella speranza non la considera sufficiente.
Per questo, Lonnie Machin potrebbe diventare una sorta di anti-Robin: un giovane giustiziere che prende la stessa città di Batman, guarda gli stessi problemi e arriva a una conclusione completamente opposta.
Se le indiscrezioni sul simbolo dell'anarchia dovessero davvero anticipare il suo debutto, The Batman 2 avrebbe quindi trovato un modo decisamente più coerente con il proprio universo per introdurre un giovane accanto al Cavaliere Oscuro.