14 Sep, 2026 - 12:30

Come Zverev è diventato (finalmente) il tennista che tutti aspettavano

Come Zverev è diventato (finalmente) il tennista che tutti aspettavano

Alexander Zverev ha vinto gli US Open battendo Ben Shelton in finale e lo ha fatto con la sicurezza di chi, finalmente, sa cosa fare quando il traguardo è a un passo. Il tedesco ha superato l'americano in quattro set, dominando gran parte della partita e gestendo perfettamente l'unico momento in cui il passato sembrava poter tornare a galla. 

Quel terzo set perso, con tre set point concessi sul 6-5, poteva riaprire vecchie ferite. Non è successo. Zverev ha ripreso il controllo, ha chiuso la finale e si è regalato il secondo Slam della stagione. Sei anni dopo la notte in cui, proprio a New York, aveva perso una finale già vinta contro Dominic Thiem, la sua storia è cambiata.

La svolta parte da Parigi

Per capire l'evoluzione di Zverev bisogna partire dalle sconfitte. Per anni è stato il grande talento incapace di svoltare: tre finali Slam perse, compresa quella del 2020 contro Thiem dopo essere stato avanti due set a zero. Poi l'infortunio che nel 2022 ha rischiato di fermarne la carriera e il lento ritorno ai massimi livelli. Il problema non era soltanto tecnico. Spesso Zverev sembrava perdere la partita prima ancora di perderla davvero, soprattutto quando la pressione aumentava.

Il 2026 ha spezzato questo schema. La vittoria al Roland Garros contro Flavio Cobolli ha cancellato quello zero nella casella degli Slam e, soprattutto, ha cambiato il modo in cui Zverev affronta le partite decisive. E se Wimbledon, con la finale persa contro Sinner, gli ha permesso di trovare continuità, New York gli ha regalato un sogno.

Il cambio di passo

La differenza più evidente non è in un colpo, ma nella gestione dei momenti difficili. Contro Shelton ha giocato una partita ordinata, paziente, senza concedere all'avversario il ritmo che cercava. Servizio e rovescio sono rimasti le sue armi migliori, mentre il dritto è sembrato più affidabile rispetto al passato. Ma il vero cambiamento è stato mentale.

Nel terzo set, sul 6-5, Zverev ha perso tre set point e ha visto Shelton rientrare in partita. Nel 2020 una situazione simile avrebbe potuto trasformarsi in una spirale negativa. Stavolta no. Ha incassato il set perso, ha iniziato il quarto con un break e ha continuato a giocare secondo il proprio piano. È forse questo il segnale più importante della sua trasformazione: non ha più bisogno di essere perfetto per sentirsi padrone della partita.

Due Slam e ora il numero uno

Il successo di New York cambia anche la prospettiva sul finale di stagione. Zverev ha vinto due dei quattro Slam del 2026, mentre Sinner e Alcaraz ne hanno conquistato uno a testa. E soprattutto il tedesco ha già superato Sinner nella Race per Torino, quella che fotografa i risultati della stagione in corso. Nel ranking Sinner è ancora davanti con 11.500 punti contro i 9.690 di Zverev. Il margine è di 1.810 punti, ma a fare la differenza potrebbero essere i punti da difendere: l'italiano dovrà conservarne 3.550 da Pechino alle ATP Finals, mentre Zverev ne ha appena 1.080.

Ciò significa che la vetta del ranking ATP non è più un obiettivo irraggiungibile. Fino a pochi mesi fa sarebbe stato impossibile immaginare Zverev davanti a Sinner e Alcaraz. Oggi è una possibilità concreta. Non perché il tedesco sia diventato imbattibile, ma perché è riuscito finalmente a trovare la sua dimensione. E, con determinati mezzi tecnici, ogni traguardo diventa alla sua portata.

Il talento che ha trovato una forma

Zverev è sempre stato un predestinato, ma per anni quel talento è sembrato una condanna. Tutti si aspettavano qualcosa in più e ogni ko alimentava l'idea di un giocatore incompiuto. Ora quella storia non regge più. La sua forza nel 2026 è la continuità. Mentre Sinner e Alcaraz hanno dovuto fare i conti con problemi fisici e qualche passaggio a vuoto, Zverev è rimasto integro giocando con grande regolarità. Ha sfruttato ogni occasione senza chiedersi se fosse davvero il momento giusto per lui e, a 29 anni, ha smesso di essere il tennista che tutti aspettavano.

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