Schlein parla di resistenza e sostegno, Conte di armi ed escalation: il confronto sull’Ucraina passa sempre più dalle parole.
È su questo terreno che si è consumato anche questo fine settimana lo scontro a distanza in salsa primarie tra i due leader del campo largo. Un appuntamento che è diventato quasi un superclassico per la politica della domenica.
Ha iniziato il leader M5s dal palco del Fatto Quotidiano in Versilia. La leader dem ha risposto in serata dalla Festa dell’Unità a Reggio Emilia.
In questo interminabile duello a distanza le sfumature delle parole stanno assumendo un peso specifico sempre più rilevante. La questione è la stessa: continuare a sostenere militarmente l’Ucraina oppure no.
I due leader, tuttavia, continuano a girarci intorno: Conte dice “no alle armi a Kiev”, ma non pronuncia – quasi – mai la parola sostegno. Il leader M5s non parla di sostegno all’Ucraina, parla di armi. Punto.
Elly Schlein la parola “armi” non la pronuncia mai – o quasi – mentre ribadisce il “sostegno” a Kiev.
Qualsiasi sia la parola utilizzata, la sostanza non cambia: sostenere l’Ucraina contro la Russia significa inviare anche armi. Non inviare più armi, significa smettere di sostenere la resistenza di Kiev.
Domenica 13 settembre dai rispettivi palchi i due leader del campo largo hanno continuato a sfidarsi in punto di fioretto, con la segretaria dem che, questa volta, ha deciso di affondare il colpo a suon di termini come “resistenza” e “invasore”.
La battaglia è anche dialettica e si gioca soprattutto sulle parole. Parole come “invasore” o “resistenza”. La resistenza è quella del popolo ucraino contro l'invasore russo. Negli ultimi mesi, la segretaria PD, infatti, ha parlato in più di un’occasione della difesa ucraina definendola resistenza.
In un’intervista del 23 luglio 2026 al Foglio Schlein aveva detto di sostenere “con ogni mezzo necessario” la resistenza dell'Ucraina.
Ieri da Reggio Emilia, la leader democratica ha ribadito che la soluzione diplomatica resta la “strada maestra” anche per il Pd, ma senza perdere di vista i termini della questione.
Ha dichiarato la segretaria, incassando il plauso dei riformisti del Pd, solitamente poco teneri con la loro segretaria.
Ha commentato, ad esempio, l’ex ministro Lorenzo Guerini.
Le parole di Elly Schlein sono arrivate poche ore dopo quelle di Giuseppe Conte che dal palco della festa de “Il Fatto Quotidiano” in Versilia, aveva detto:
E ancora:
Dichiarazioni che hanno innescato numerose reazioni nell’ambito del Pd.
"Dopo che dice 'è scoppiata questa guerra' (credo parli della sanguinosa aggressione russa all’Ucraina) non c’è una cosa una non dico condivisibile, ma fondata, seria, giusta. Non una. Penso all’Ucraina e mi vergogno per loro. Se ne faranno una ragione: il sostegno a Kyiv continuerà",
scrive su X il senatore del Pd Filippo Sensi, postando un video con una dichiarazione del presidente del Movimento 5 stelle.
"L'insistenza con cui Conte ribadisce la sue posizioni farneticanti sull’Ucraina, quando sa benissimo Pd, Iv e Più Europa votano per continuare a sostenere il paese invaso, fa pensare che non voglia l’unità della coalizione. Non è un alleato ma un sabotatore",
commenta, invece, la deputata Lia Quartapelle.