Nei giorni precedenti al femminicidio di Lorena Isceri, l'ex compagno Federico Vella aveva cercato più volte di contattare la madre della donna, Antonietta Argentiero. La trasmissione "Dentro la Notizia" ha diffuso una serie di messaggi Whatsapp - ora agli atti delle indagini - nei quali l'uomo le chiedeva di aiutarlo a ricucire il rapporto con la figlia - che l'aveva lasciato dopo aver scoperto un tradimento - insistendo sulla possibilità di iniziare una terapia di coppia per "ricominciare". Il tono della conversazione cambia progressivamente, fino ad arrivare, il 3 settembre, agli insulti. E poi a quel messaggio di appena due parole: "È morta", inviato poco prima di gettarsi a sua volta da un cavalcavia dell'A1, dopo aver ucciso la 45enne.
È agosto e Lorena Isceri si trova a Squinzano, nel Leccese, per trascorrere le vacanze in famiglia. Vella cerca nella madre Antonietta una possibile interlocutrice. Insiste prima per poter parlare con l'ex compagna, nonostante la sua decisione di allontanarsi. Poi mostra i primi segni di insofferenza davanti all'atteggiamento fermo della donna, che gli fa presente la necessità di rispettare le decisioni della figlia.
Il 23 agosto le scrive: "Nietta, ti fa piacere trattarmi così e ignorarmi?". Poi torna a parlare del rapporto con Lorena: "Con lei ci sto provando a parlare... avevi detto che se potevi mi avresti aiutato e io ti ho creduta". In un altro passaggio aggiunge: "Scommetto che nessuno ha mai dato a Lorena tanto amore", E ancora: "Tu remi contro di me. Ormai l'ho capito".
Il 27 agosto richiede un'intermediazione: "Ma non lo vedete quanto sto facendo per Lorena?", scrive. Nello stesso messaggio sostiene di essersi impegnato a migliorare, parlando anche della possibilità di intraprendere una terapia di coppia: "Mi sto migliorando... ho solo chiesto un'ora di terapia di coppia a settimana". Poi il nuovo appello: "Se le vuoi bene, parlale...".
Con il passare dei giorni, il tono della conversazione cambia. Antonietta si mostra decisa a non intervenire. Alle richieste di aiuto, Vella sostituisce il risentimento e le accuse. Il 28 agosto le scrive: "Tranquilla Antonietta, continua a spettegolare".
La donna, in uno dei messaggi, gli risponde: "Federico, mia figlia ha paura a vivere con te". E cerca di chiudere il confronto. Il 3 settembre, poche ore prima della tragedia, Vella la definisce "perfida". "Ti odio", le scrive.
"Non intendo più interloquire con te... Lorena non è una bambina, è in grado di gestire la sua vita... Ti prego di non chiamarmi più. Hai superato davvero il limite", gli scrive Antonietta. In quella stessa data, l'ultimo messaggio di Vella. Una frase brevissima:
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 36enne aveva appena ucciso Lorena gettandola dal viadotto Lora dell'A1, nel territorio di Barberino del Mugello. Dopo una lunga trattativa con i poliziotti - intervenuti per cercare di salvare la donna in seguito a una sua richiesta di aiuto (dal bagagliaio dell'auto aveva chiamato il 112, spiegando agli operatori quanto stava accadendo) - Vella si sarebbe a sua volta tolto la vita.
I messaggi sono stati acquisiti dalla Procura di Firenze nell'ambito delle indagini sul femminicidio-suicidio. Si attendono, intanto, gli esiti degli accertamenti medico-legali svolti sui due corpi. Dalle prime indiscrezioni emerge che Lorena sarebbe stata ancora viva al momento della caduta.
Il 9 settembre l'intera comunità di Squinzano si è stretta intorno alla sua famiglia per l'ultimo saluto. Una folla commossa ha riempito la chiesa di Maria Regina e la piazza circostante per accogliere il feretro bianco della 45enne e assistere alla funzione.
ha detto il parroco durante l'omelia. Il sindaco Mario Pede ha dichiarato in segno di vicinanza il lutto cittadino per l'intero mese di settembre.