11 Sep, 2026 - 16:35

Domenico Caliendo, la perizia rivela: "Con il cuore artificiale Berlin Heart si poteva salvare"

Domenico Caliendo, la perizia rivela: "Con il cuore artificiale Berlin Heart si poteva salvare"

È stato rinviato al prossimo novembre l'incidente probatorio relativo alla morte di Domenico Caliendo, il bambino di poco più di due anni deceduto il 21 febbraio scorso dopo il fallimento del trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all'ospedale Monaldi di Napoli. In quell'occasione, si svolgerà l'esame della perizia eseguita dal collegio nominato dal giudice, composto dai professori Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorin, per valutare le scelte adottate dai medici.

A novembre esame e controesame della perizia

Il rinvio è stato disposto durante l'udienza tenutasi nella mattinata di oggi, 11 settembre 2026, davanti al gip Mariano Sorrentino, alla presenza dei genitori del piccolo, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo. Il 12 novembre si procederà con l'esame della perizia; il giorno successivo si terrà il controesame.

Il lavoro, lungo quasi 600 pagine, ha riguardato le condotte adottate dai medici prima, durante e dopo il trapianto. Per quanto riguarda la fase dell'esecuzione, non sarebbero state rilevate censure: i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni avrebbero agito in linea con i protocolli. 

Il problema sarebbe scaturito nella strategia assistenziale successiva. Secondo quanto riporta l'Agi, che ha visionato la relazione,

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il protratto mantenimento del supporto mediante VA-ECMO per complessivi 60 giorni, in assenza di una definizione e dell'attuazione di una strategia assistenziale alternativa con supporto ventricolare durevole, deve ritenersi non conforme alle Leges Artis.

Il Berlin Heart e la possibilità di un altro trapianto

Per i periti, in sostanza, la scelta di usare un cuore artificiale Berlin Heart avrebbe "probabilisticamente evitato il decesso e consentito di preservare e ristabilire la funzionalità d'organo", rendendo il bimbo "potenzialmente candidabile a un ritrapianto".

Mentre Domenico era ricoverato in terapia intensiva, il 17 febbraio, si rese disponibile un'altra donazione di cuore; un collegio di esperti si recò a Napoli per valutare le condizioni del piccolo, ma i suoi organi erano a quel punto già compromessi e una seconda operazione venne scartata.

Da qui la richiesta dell'avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i familiari del piccolo, alla Procura, affinché valuti ora la contestazione dell'omicidio volontario con dolo eventuale (e non l'omicidio colposo). Sette i sanitari indagati. Per Oppido e Bergonzoni l'accusa è anche di falso in cartella clinica.

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