Denise Cosco si è tolta la vita. La figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia che nel 2009 pagò con la vita la scelta di ribellarsi alla 'ndrangheta, è morta oggi, giovedì 10 settembre 2026.
La notizia, anticipata da 'Avvenire', è stata in seguito confermata. ll suicidio a 35 anni, stessa età della madre quando fu uccisa.
La tragedia sarebbe avvenuta domenica 6 settembre, quando la donna si è gettata dalla finestra di un palazzo nei pressi di Roma: è morta dopo quattro giorni di agonia. Sotto protezione fino al 2018, viveva con una nuova identità in una località segreta insieme al figlio, che oggi ha quattro anni.
Era il 24 novembre 2009 quando Lea Garofalo, 35enne originaria di Petilia Policastro, nel Crotonese, scomparve, sequestrata e uccisa dalla 'ndrangheta. La sua scomparsa fu denunciata proprio dalla figlia, che all'epoca aveva 18 anni: grazie alla sua testimonianza avrebbe fornito un contributo decisivo per accertare la verità giudiziaria sull'omicidio della madre.
In occasione dei funerali, celebrati a circa quattro anni dal delitto e alla presenza di centinaia di persone, Denise aveva ricordato la donna con queste toccanti parole:
Nei confronti del padre Carlo Cosco, condannato per l'atroce delitto, aveva detto di provare solo "pena".
Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, ha sottolineato come oggi sia morta una "giovane donna coraggiosa e sofferente", riocordando come il coraggio e la sofferenza abbiano rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa la sua intera vita, "i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio".
ha spiegato, aggiungendo che "qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi".
Don Luigi Ciotti immagina ora Denise "riunita in un grande abbraccio con la sua mamma".