Il Regno Unito e altri 11 paesi hanno annunciato nuove misure contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. A illustrare la posizione britannica è stato il ministro degli Esteri Ed Miliband, che alla Camera dei Comuni ha annunciato restrizioni commerciali e altre misure nei confronti delle attività legate all'espansione degli insediamenti.
L'8 settembre 2026, il ministro degli Esteri britannico, Ed Miliband, ha illustrato alla Camera dei Comuni le misure volte a limitare gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
Insieme al Regno Unito, altri 11 paesi hanno annunciato l'intenzione di imporre restrizioni al commercio con gli insediamenti illegali. I ministri degli Esteri di Regno Unito, Francia, Canada, Danimarca, Spagna, Finlandia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia hanno firmato una dichiarazione congiunta.
Miliband ha sottolineato quella che considera una forte contraddizione tra il sostegno ufficiale del Regno Unito alla soluzione dei due Stati e la situazione attuale nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
"Oggi ci rifiutiamo di rimanere spettatori di ulteriori sofferenze e della distruzione della soluzione dei due Stati", ha dichiarato Miliband, aggiungendo che la giornata odierna segna l'inizio di un "nuovo approccio".
Durante il suo intervento, il ministro britannico ha affermato che Londra "concorda" sul fatto che in alcune zone della Cisgiordania sia in atto una "pulizia etnica" e che questa venga perpetrata da "terroristi coloni".
Miliband ha affermato che il governo britannico ormai "da tempo" sostiene che gli insediamenti siano illegali e ha aggiunto:
Ed Miliband ha annunciato che il Regno Unito "adotterà provvedimenti" nei confronti delle aziende e delle persone che forniscono servizi, tra cui quelli nel settore delle costruzioni e della finanza, a sostegno dell'espansione degli insediamenti. Ha inoltre dichiarato che nel paese sarà vietata anche la pubblicità degli insediamenti.
Miliband ha affermato che Londra ha già sospeso più di 30 licenze per armi utilizzate dalle forze israeliane a Gaza. Ha aggiunto che il paese rifiuterà le richieste di licenza per le esportazioni di armi e altri beni che "contribuiscono materialmente all'occupazione".
Il ministro britannico ha precisato che le misure restrittive sono rivolte agli insediamenti illegali e non a Israele.