08 Sep, 2026 - 16:45

Il VAR è sparito dalla Serie A. E per ora nessuno sembra rimpiangerlo

Il VAR è sparito dalla Serie A. E per ora nessuno sembra rimpiangerlo

Tre giornate, zero interventi del VAR e zero rigori. In Serie A non era mai successo. Il dato dice già molto del nuovo corso arbitrale, ma non racconta tutto. Perché dietro l’assenza del monitor c’è una scelta precisa: riportare l’arbitro al centro della partita e usare la tecnologia solo quando serve davvero. È la linea voluta da Daniele Orsato, che ha chiesto ai direttori di gara più autonomia e più coraggio nelle decisioni.

Il VAR non è stato cancellato, è semplicemente diventato meno invasivo. E insieme alla tecnologia è cambiato anche il modo di gestire le interruzioni. Il risultato è un campionato che, almeno nelle prime giornate, sembra avere più ritmo e meno discussioni. Un punto a favore che non è passato inosservato tra i tifosi, soddisfatti di questo andamento.

Una nuova linea per gli arbitri

Il principio è chiaro: l’arbitro deve decidere in campo, mentre il VAR deve intervenire solo davanti a un errore evidente. Non deve diventare una seconda possibilità per controllare ogni episodio dubbio. È una differenza importante rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni. Il calcio italiano si era abituato a vedere gli arbitri davanti al monitor per situazioni sempre più lievi, ma ora la direzione è cambiata.

Se un episodio può essere interpretato in più modi, la decisione resta a chi sta in campo. Lo si è visto anche in alcune delle situazioni più discusse di queste prime giornate. Dal contatto che ha preceduto il gol del Napoli contro il Genoa al possibile fallo di mano di Vlasic in Torino-Milan, fino al contrasto su Monterisi nell’area avversaria. Sono episodi che hanno creato discussioni, ma non hanno portato a una revisione.

Meno interruzioni, più calcio giocato

Stessa filosofia per le perdite di tempo. Le squadre hanno cinque secondi per effettuare una rimessa laterale e dieci per completare una sostituzione. Un giocatore che ha bisogno dell’intervento dei sanitari, inoltre, deve restare fuori dal campo per un minuto. Regole semplici, che hanno però già stravolto il ritmo delle partite. E i numeri lo confermano.

Nelle prime tre giornate il tempo effettivo medio è stato di 58'01", contro i 54'28" della scorsa stagione. In Atalanta-Bologna si è arrivati addirittura a 69'01". Quasi quattro minuti in più di gioco reale a partita sono un dato importante: significa meno tempo perso e più azioni, ma anche un calcio più intenso. Per i giocatori aumenta il carico fisico e per gli allenatori diventa ancora più importante avere una rosa profonda per poter mantenere alto il ritmo anche nel finale.

Il vero test arriverà più avanti

Dopo tre giornate è ancora troppo presto per parlare di successo. Il nuovo corso arbitrale deve ancora affrontare la parte più difficile della stagione: quando aumenteranno la pressione e la posta in palio. Finora è stato relativamente semplice lasciare correre. Il problema arriverà quando un rigore non assegnato o un gol con un possibile fallo rischieranno di alterare la corsa scudetto.

È proprio in quei momenti che si capirà se questa linea potrà funzionare ancora. Gli arbitri dovranno mantenere lo stesso metro anche quando arriveranno proteste, pressioni e critiche. La scommessa di Orsato, dunque, non è eliminare il VAR. È ridargli il ruolo per cui era stato pensato. Un aiuto per correggere gli errori chiari, non uno strumento che prende il controllo della partita a discapito dell'occhio umano.

La Serie A vuole cambiare ritmo

La novità, dunque, riguarda qualcosa di più ampio della tecnologia. La Serie A sta provando a cambiare il modo in cui si gioca e si arbitra. Meno pause, meno controlli e più responsabilità per chi dirige la partita. Se questa impostazione reggerà anche nei momenti più delicati, il risultato sarà un calcio più continuo e comprensibile. Non necessariamente con meno errori, perché gli errori fanno parte del gioco. Per ora il VAR è ancora lì, ma si vede molto meno. E dopo essere diventato uno dei protagonisti del campionato, potrebbe dover farsi da parte. Una vera gioia per molti tifosi, soprattutto i più conservativi. 

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