08 Sep, 2026 - 16:40

Caso Caliendo, i pm contro i medici: "Nelle chat l'accordo sulla stesura del verbale del trapianto"

Caso Caliendo, i pm contro i medici: "Nelle chat l'accordo sulla stesura del verbale del trapianto"

Una "marcia di avvicinamento" durata più di due giorni per arrivare a una versione univoca sul trapianto eseguito il 23 dicembre 2025 sul piccolo Domenico Caliendo. È ciò che, secondo la Procura di Napoli, emergerebbe dalle chat estrapolate dai telefoni di alcuni dei sanitari indagati per omicidio colposo in relazione alla morte del bimbo, nelle quali sarebbero state scambiate diverse bozze del referto, poi inviate al cardiochirurgo Guido Oppido. Quest'ultimo è attualmente destinatario, insieme alla seconda operatrice di sala Emma Bergonzoni, di una misura interdittiva della professione nell'ambito dell'inchiesta per falso in cartella clinica aperta parallelamente alla principale. 

Le diverse stesure del referto nelle chat

Secondo quanto riferito dall'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Mercolino-Caliendo, in un comunicato stampa, il contenuto delle chat - depositato dai pm in vista dell'udienza fissata al Tribunale del Riesame per il prossimo 11 settembre - avrebbe rilevato l'esistenza di diverse versioni del verbale operatorio. Una sola, spiega il legale, sarebbe poi stata firmata: l'ultima.

Nelle prime stesure "si legge che l'organo, estratto dal sistema di trasporto, appare congelato. Fra parentesi, due parole: failure del trasporto", prosegue Petruzzi. "Nella versione definitiva la parentesi sparisce e compare un colpevole: il ghiaccio fornito dall'ospedale del prelievo era ghiaccio secco". Nel mirino anche le tempistiche dei momenti cruciali dell'intervento. 

La conservazione del cuore e le tempistiche

Nel verbale definitivo, i sanitari scrivono che la cardiectomia sul bimbo iniziò mentre il contenitore con il nuovo organo, arrivato al Monaldi da Bolzano, veniva aperto. Operazioni descritte nelle prime versioni come consequenziali e non contemporanee.

"Aggiustamenti" che, secondo la Procura e la parte civile sarebbero a sostegno dell'ipotesi di falsificazione della documentazione sanitaria. Una ricostruzione smentita dalle difese degli indagati. 

In un'intervista rilasciata a Tag24, qualche giorno fa la madre del bimbo è intanto tornata a chiedere giustizia. "Mi hanno riempito di bugie", ha dichiarato, ricostruendo la storia di suo figlio e il dolore vissuto dalla sua famiglia. 

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