07 Sep, 2026 - 15:35

Lavitola davanti al Riesame, cosa ha raccontato sull'attentato a Ranucci

Lavitola davanti al Riesame, cosa ha raccontato sull'attentato a Ranucci

E' durata poco più di tre ore l'udienza di Valter Lavitola davanti ai giudici del riesame. Il giornalista ha reso dichiarazioni spontanee come anticipato in mattinata dai suoi avvocati Sergio e Arturo Cola che hanno chiesto per il loro assistito i domiciliari in una casa in Basilicata nella disponibilità dell'indagato.

I giudici, al termine dell'udienza si sono riservati di decidere. 

Lavitola - secondo quanto riferito dai suoi legali - avrebbe parlato del suo rapporto con Sigfrido Ranucci e del movente dell'attentato ai danni dell'ex conduttore di Report avvenuto lo scorso ottobre.

"Volevo proteggere Ranucci": la versione di Lavitola sull'attentato

Ma cosa ha detto Lavitola ai giudici che dovranno decidere sulla richiesta dei domiciliari avanzata dai suoi avvocati? 

Secondo quanto riferito dai suoi legali, Lavitola avrebbe parlato di un "grande rapporto di amicizia" con Ranucci e che sperava che tale rapporto potesse riabilitare la sua figura. 

In merito al movente dell'attentato a Ranucci, Lavitola - sempre secondo quanto riferiscono i legali - ha detto di aver fatto tutto per "proteggere Ranucci" da un attentato di cui aveva notizie. 

Per i difensori - scrive l'Ansa - "è insussistente il movente politico che la Procura di Roma ipotizza. In base a quanto ribadito anche oggi da Lavitola, Ranucci non ha mai inteso candidarsi ed entrare in politica. Anzi Ranucci si è spesso lamentato che Lavitola proponesse l'argomento". 

Lavitola ha inoltre fornito, secondo quanto riferito dai suoi legali, la propria ricostruzione delle modalità esecutive dell'attentato a Ranucci.

 

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