Serviranno altri 90 giorni per conoscere le motivazioni che lo scorso 10 giugno hanno portato i giudici della Corte d'Assise di Rimini ad assolvere "per non aver commesso il fatto", Louis Dassilva, unico imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto in via del Ciclamino la sera del 3 ottobre 2023. Alla vigilia della scadenza del termine previsto per il deposito, inizialmente fissato a oggi, è stata infatti richiesta una proroga di tre mesi. A confermarlo a Tag24 è l'avvocato Riario Fabbri, difensore insieme al collega Andrea Guidi del 38enne.
Come spiegato dal legale, la richiesta di proroga è da considerarsi "normale", alla luce della "mole di prove assunte e delle dimensioni del fascicolo". I giudici avranno quindi altri 90 giorni di tempo per completare e depositare le motivazioni della sentenza. Poi, come ha già annunciato, la Procura di Rimini - che per Louis Dassilva aveva chiesto l'ergastolo - presenterà ricorso in Appello.
Dassilva era accusato di aver ucciso la 78enne. L'assoluzione con formula piena è arrivata lo scorso 10 giugno dopo 16 ore di camera di consiglio. Verdetto che il 38enne aveva atteso in silenzio, in piedi - in abito tradizionale bianco - tra i suoi due avvocati.
Da allora non si era mai espresso pubblicamente. Almeno fino a oggi. Ospite della trasmissione televisiva Ore 14, condotta da Salvo Sottile su Rai 2, ha raccontato, tornando indietro con la mente, di essere stato fiducioso, ma comunque "ansioso" e di essersi affidato alle preghiere.
Al momento della lettura del dispositivo, ha detto, "non ho capito neanche cosa stesse succedendo". Poi le lacrime. "È stata una liberazione", ha raccontato, parlando di "peso troppo grande" da sopportare.
Una volta uscito dal carcere, una delle prime cose che ha fatto è stata fermarsi a fare colazione con i suoi avvocati. "Sono piccole cose, ma quando non le hai ti rendi conto di quanto siano importanti. Le apprezzi di più", ha spiegato.
Dopo i 694 giorni trascorsi in custodia cautelare, per Dassilva è iniziato il tentativo di riprendere in mano la propria vita. Come ha fatto sapere l'avvocato Fabbri, ha ripreso a lavorare a pieno regime nell'azienda dove era già precedentemente assunto con contratto a tempo indeterminato.
Ha inoltre lasciato la casa di via del Ciclamino. Al suo fianco, come è sempre stato - anche nei momenti più duri - c'è la moglie, Valeria Bartolucci. "Sono innamorato di lei", ha detto a Salvo Sottile. E, parlando dei tradimenti, ha aggiunto: "Le ho già chiesto scusa. È tutto tornato come prima".
Tra le cose più dure che ha dovuto affrontare ha ricordato "lo sciopero della fame" fatto per protestare contro la sua detenzione, ribadendo la sua estraneità all'omicidio. Ma ha raccontato anche di aver ricevuto solidarietà dagli altri detenuti e di aver imparato "a essere umile, rispettoso, cordiale, paziente".
A domanda del giornalista, ha risposto di non aver mai avuto un rapporto particolare con la vittima. "Ci dicevamo buongiorno e buonasera, nient'altro". Sulle 29 coltellate che le sono state inflitte e su un possibile movente d'odio, ha detto: "Io non l'ho mai avuto. Non ho mai provato odio o rabbia nei suoi confronti".
Diverso il tono quando il discorso è caduto sull'ex amante, Manuela Bianchi. Dopo aver cambiato versione, la donna - mai indagata - aveva riferito di aver incontrato Dassilva in garage la mattina della scoperta del cadavere dell'anziana (e che fosse stato lui a indicarle cosa fare prima di allertare i soccorsi).
Sul perché lo abbia accusato, il 38enne ha risposto:
Secondo la sua ricostruzione, potrebbe aver voluto "proteggere qualcuno o se stessa". Quanto al loro rapporto, ha precisato: "Era un rapporto fisico e basta". Se oggi se la ritrovasse davanti, ha concluso, "non avrei nulla da dirle".