Il governo Meloni ha appena festeggiato il record del governo più longevo della storia della Repubblica, ma potrebbe avere i giorni contati.
Sembra essere cominciato, infatti, il pressing da parte di Fratelli d'Italia per andare al voto anticipato nella primavera del 2027, magari con un Election day che comprenda anche le amministrative.
L'idea di elezioni anticipate - con polemiche annesse - ha ripreso a circolare con insistenza all'interno dell'esecutivo proprio in concomitanza con il raggiungimento del record di longevità del Meloni I.
Negli ultimi giorni sono state diverse le voci della maggioranza e dell'esecutivo che si sono espresse a favore o contro l'ipotesi di staccare in anticipo (a maggio?) la spina al governo per votare prima dell'estate e soprattutto non nel pieno della scrittura di una nuova manovra di bilancio.
Nella maggioranza le posizioni sono discordanti: la Lega è contraria e non lo nasconde; Forza Italia ha dei dubbi ma non chiude all'ipotesi; Fratelli d'Italia è l'alleato più convinto.
Nelle ultime ore, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (FdI) ha rilasciato un'intervista in cui ha parlato anche della possibilità di elezioni anticipate nella primavera del 2027, circa sei mesi prima della scadenza dell'attuale legislatura.
"Ma ovviamente bisognerebbe costruire un percorso condiviso con il capo dello Stato", ha poi precisato Ciriani.
Le parole del ministro aggiungono così un'altra posizione al confronto sulla data del voto. Non si registrano - almeno nelle ultime 72 ore - altre dichiarazioni di rilievo sul tema da parte di Fratelli d'Italia per non inasprire lo scontro con la Lega.
A parlare per il partito della premier, tuttavia è l'attivismo in Parlamento con il pressing sull'approvazione della legge elettorale.
I retroscena di queste ore evidenziano come il partito starebbe accelerando i lavori sulla riforma della legge elettorale e studiando già la composizione delle liste elettorali, muovendosi dietro le quinte per non farsi trovare impreparato in caso di sblocco della situazione in primavera.
Chi, invece, non risparmia commenti è la Lega di Matteo Salvini la cui posizione è chiara: niente Election day e niente elezioni anticipate. Si voterà a fine mandato e politiche e comunali resteranno separate.
Ha dichiarato nei giorni scorsi il vicepremier Matteo Salvini per il quale non bisogna "interrompere prima l'enorme lavoro" che il governo sta facendo.
"C'è una scadenza ed è nell'autunno '27. Io ho tante cose da fare, tanti cantieri da portare avanti e vorrei arrivare fino all'ultimo giorno" della legislatura.
Ha poi chiosato.
La necessità di recupare nei sondaggi e i problemi interni al partito, non rappresentano un incentivo alle elezioni anticipate per il Carroccio che ha bisogno di tutto il tempo disponibile per risalire nel gradimento degli elettori.
Non chiude la porta all'ipotesi, ma neanche dimostra entusiasmo Forza Italia. Nei giorni scorsi il vicepremier Antonio Tajani ha detto di non avere problemi a votare prima, ma che continua a ritenere la fine legislatura il momento più giusto.
Per il vicepresidente azzurro della Camera, Giorgio Mulè non cambia molto dal punto di vista politico votare tre mesi prima.