È stato dichiarato nullo - dopo sette giorni di deliberazioni - il processo a carico di Lindsay Clancy, la donna del Massachusetts accusata di aver ucciso i suoi tre figli. La giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto unanime. Clancy, che non ha mai negato gli omicidi, si è dichiarata non colpevole in quanto incapace di intendere e di volere a causa della psicosi post-partum sviluppata. Il suo caso ha diviso gli Stati Uniti.
I dodici giurati non sono riusciti a raggiungere l'unanimità richiesta dalla legge del Massachusetts per arrivare a un verdetto. Secondo quanto emerso durante le ultime ore di deliberazione, in undici sarebbero stati favorevoli all'assoluzione per insanità mentale, convinti che la donna fosse in preda, al momento dei fatti, di una grave psicosi post-partum, mentre un singolo giurato avrebbe continuato a dissentire.
Prima che il mistrial venisse formalmente dichiarato, nel pomeriggio del 4 settembre gli avvocati di Clancy avevano presentato un ricorso d'urgenza alla Corte Suprema giudiziaria dello Stato, affinché ordinasse al giudice del processo di rimuovere il giurato "ostruzionista" o di imporre nuove linee guida alla giuria. La richiesta è stata respinta; di conseguenza, è scattato l'annullamento.
Il mistrial non equivale né a un'assoluzione né a una condanna. Clancy resta quindi accusata di triplice omicidio e, almeno per il momento, continuerà a essere detenuta e assistita nella struttura psichiatrica dove si trova da quando è stata arrestata, nel 2023. Intanto, il prossimo 29 settembre, si terrà un'udienza di aggiornamento.
Qualora, come è probabile, si arrivi a un nuovo processo, i tempi saranno dettati dal calendario del tribunale, dalle eventuali richieste di parte e dalla disponibilità di nuovi esperti chiamati a testimoniare. L'intero iter dovrà quindi ripartire da zero, costringendo una giuria completamente rinnovata a confrontarsi con la vicenda.