Il governo guidato da Giorgia Meloni ha raggiunto il traguardo storico dei 1.413 giorni di permanenza a Palazzo Chigi e per questo è diventato il più longevo della Repubblica, superando il precedente record del secondo governo Berlusconi che resisteva da oltre 20 anni.
Per celebrare l’evento, Fratelli d’Italia ha organizzato una grande kermesse al porto di Bari, con la premier sul palco a tracciare un bilancio e a lanciare messaggi in vista delle prossime elezioni.
In pratica, si è trattato dell'inizio della campagna elettorale.
Sul palco di Bari, Meloni ha ribadito che la stabilità non è un semplice dato da esibire, ma "la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare".
La premier ha sottolineato che il suo governo non è solo "il più stabile", ma anche quello che "ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato", aggiungendo che il giudizio degli italiani si misura nel consenso:
Meloni ha rivendicato la compattezza della coalizione di centrodestra, definendola "alleati per qualcosa, non contro qualcuno", e ha ringraziato leader e parlamentari per il contributo alla tenuta della maggioranza.
Sul piano internazionale, la premier ha ricordato che l’Italia oggi "viene presa molto sul serio", può dire di no e indicare la rotta" nei tavoli europei e globali, citando come esempio le posizioni italiane su migranti e sicurezza che, secondo lei, sono diventate parte del dibattito europeo.
Tra i temi interni, Meloni ha insistito su occupazione, riduzione della disoccupazione, sostegno a famiglie e imprese, e sulla gestione "seria" dei conti pubblici.
Ha anche ribadito l’impegno sulla sicurezza e sulla giustizia, promettendo la costruzione di nuove carceri "per garantire la certezza della pena" e escludendo soluzioni basate su "indulti e amnistie" per affrontare il sovraffollamento.
Nel discorso di Bari, la premier ha presentato la stabilità come "la prima grande riforma regalata alla nazione", rispondendo così alle critiche di chi accusa il suo governo di aver prodotto poche riforme strutturali.
Tra i risultati citati, Meloni ha richiamato le politiche per il lavoro e l’occupazione, il sostegno economico a famiglie e imprese, e il rafforzamento della sicurezza come assi del suo programma.
Sul fronte della giustizia, la premier ha riconosciuto la sconfitta al referendum dello scorso marzo, quando il No alle modifiche costituzionali ha vinto con circa il 54%, ma ha assicurato che il governo continuerà a lavorare su temi come il "giusto processo" e altre misure per dare risposte ai cittadini.
Meloni ha inoltre ricordato le iniziative in materia migratoria, inclusi i centri di rimpatrio esterni all’Ue come quelli in Albania, presentandoli come un modello accettato a livello europeo.
Non sono mancati poi i riferimenti alla credibilità internazionale dell’Italia, con la premier che ha rivendicato il ruolo del suo governo nel riportare il Paese al centro delle decisioni Ue su energia, difesa e politiche migratorie.
In questo quadro, la stabilità è stata dipinta non come un fine, ma come una condizione per portare avanti un’agenda ancora aperta:
ha detto Meloni, proiettandosi evidentemente già nella prossima legislatura.