04 Sep, 2026 - 10:10

Il programma di Afd (che interessa anche l'Italia)

Il programma di Afd (che interessa anche l'Italia)

Alla vigilia delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, il programma elettorale dell’Alternative für Deutschland (AfD) è al centro di un intenso dibattito non solo in Germania: gli echi arrivano a condizionare il dibattito politico anche in Italia.

Il documento, articolato in 16 capitoli e oltre 300 misure, delinea un progetto di trasformazione radicale dello Stato e pone una particolare attenzione su immigrazione, sicurezza e identità nazionale.

Tra le proposte più controverse spiccano quella della remigrazione, l’abolizione del diritto costituzionale all’asilo, il ritorno allo ius sanguinis e la separazione dei bambini disabili in classi tutte per loro.

I sondaggi attribuiscono all’AfD un consenso tra il 40 e il 43%, rendendo plausibile per la prima volta dal 1945 un governo regionale guidato dall’estrema destra.

Perché il programma di Afd fa discutere anche in Italia

Il programma dell’AfD suscita attenzione in Italia non solo per le sue implicazioni europee, ma anche per le possibili ripercussioni sul dibattito interno sull'immigrazione e sulla sicurezza. La proposta di una “politica globale di remigrazione”, che prevede il rimpatrio forzato anche di stranieri con regolare permesso di soggiorno, è vista come un precedente pericoloso per i diritti fondamentali e per il modello di integrazione europeo.

Inoltre, l’idea di destinare 100 milioni di euro a "un’offensiva di espulsioni”, con l’aumento dei centri di detenzione e l’uso di braccialetti elettronici, richiama misure già discusse in Italia e solleva preoccupazioni per il rispetto delle garanzie giuridiche.

Un altro elemento di forte criticità è la volontà di abolire il diritto costituzionale all’asilo, trasformandolo in una concessione discrezionale dello Stato, e di cancellare la possibilità di acquisire la cittadinanza tedesca per nascita in determinate condizioni.

Queste misure, se applicate, potrebbero influenzare le politiche migratorie di tutta l’Unione Europea e creare un effetto a catena sui Paesi membri, Italia compresa.

Infine, la proposta di introdurre classi separate per studenti con disabilità e di tagliare i fondi per l’integrazione degli stranieri è stata interpretata come un attacco ai principi di inclusione e uguaglianza, valori sanciti anche dalla Costituzione italiana.

Le elezioni in Sassonia come possono cambiare lo scenario politico

Per tutte queste ragioni, le elezioni di domenica 6 settembre in Sassonia-Anhalt rappresentano un test cruciale per l’equilibrio politico tedesco ed europeo.

Un eventuale governo guidato dall’AfD romperebbe il “cordone sanitario” che finora ha escluso l’estrema destra dai governi locali, aprendo la strada a coalizioni di scopo e a una normalizzazione del partito.

Questo scenario potrebbe indebolire la CDU del cancelliere Friedrich Merz, già in difficoltà nei sondaggi con un consenso intorno al 22-23%, e costringere le forze moderate a rivedere le proprie strategie.

Sul piano europeo, una vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt rafforzerebbe le forze sovraniste e nazionaliste, con possibili ripercussioni sulle politiche migratorie e di sicurezza dell’UE.

In Italia, il risultato potrebbe essere utilizzato da alcune forze politiche per rilanciare proposte simili in materia di immigrazione e ordine pubblico, alimentando il dibattito sulla sovranità nazionale e sui confini.

Inoltre, un governo AfD in un land tedesco potrebbe complicare i rapporti bilaterali tra Berlino e Roma, soprattutto su temi come la gestione dei flussi migratori e la cooperazione giudiziaria.

Infine, il voto in Sassonia-Anhalt è visto anche come un indicatore del consenso all’estrema destra in Germania orientale, dove il malcontento per le politiche economiche e sociali ha favorito la crescita dell’AfD. Un successo elettorale in quel contesto potrebbe spingere il partito a presentare candidati più moderati a livello nazionale, cercando di ampliare la propria base elettorale e di influenzare le prossime elezioni federali.

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