Sono saliti a 26 i decessi per West Nile e a 521 i casi confermati in Italia, novanta in più rispetto alla scorsa settimana.
E' quanto emerge dal bollettino del 2 settembre diffuso dall'Istituto Superiore della Sanità. Si tratta del sesto bollettino diramato dall'inizio della sorveglianza relativo alla diffusione dell'infezione nell'uomo nel nostro Paese.
La West Nile è un'infezione trasmessa all'uomo dalle zanzare che fungono da vettore del virus. Non si trasmette da uomo a uomo e in Italia si registrano ogni anno un numero limitato di casi.
Il sesto bollettino settimanale sull'andamento del West Nile virus in Italia ha fatto registrare un nuovo aumento dei casi.
In totale sono 521 i casi confermati (432 nel report precedente), di cui - si legge nel report dell'ISS - "269 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (di cui 4 casi importati: 1 Maldive, 1 Francia, 1 Belgio e 1 Grecia), 70 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 179 casi di febbre (1 caso importato da Burkina Faso), 2 casi con altri sintomi e 1 caso asintomatico. Tra i casi confermati sono stati notificati 26 decessi, di cui uno in un caso importato".
La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive autoctone fin ora segnalate e confermate, "è pari al 9,4% (nello stesso periodo del 2025, 14,6%).
La malattia è stata riscontrata in 75 province distribuite in 19 regioni, diventando un problema sanitario di portata nazionale. Nello scorso bollettino le province interessate erano 66 in 17 regioni.
Lo scorso anno nello stesso periodo erano 502 i casi segnalati con 33 decessi", conclude il report.
Nello stesso periodo sono stati segnalati 10 casi di Usutu virus (6 Lombardia, 1 Emilia-Romagna, 1 Marche, 1 Lazio, 1 Piemonte).