Le schede elettroniche rappresentano il cuore di gran parte dei dispositivi tecnologici che utilizziamo ogni giorno, a livello sia industriale che domestico. Note anche come PCB (Printed Circuit Board), si dimostrano il supporto su cui vengono disposti e collegati i componenti elettronici di un circuito, permettendo al dispositivo di svolgere le funzioni per cui è stato concepito. La loro progettazione incide quindi direttamente sulle possibilità e sulle prestazioni del prodotto finale.
Negli ultimi anni, l’evoluzione dei PCB sta seguendo alcuni trend ben precisi. Se da un lato cresce la richiesta di soluzioni personalizzate, capaci di rispondere alle caratteristiche della singola applicazione, dall’altro avanzano la miniaturizzazione, che permette di concentrare maggiori funzionalità in spazi ridotti, e l’attenzione alla sostenibilità, legata anche all'impatto ambientale della produzione elettronica (ma non solo).
Tematiche portate avanti in maniera innovativa dalle realtà specializzate e tra queste c’è una particolarmente all’avanguardia, in costante espansione anche nel panorama estero. Ci riferiamo all’azienda veronese VT100 – sito VT100.srl –, attiva nella progettazione di schede elettroniche su misura e in grado di ottimizzare i carichi di lavoro nonché la gestione delle risorse, tecniche e umane. Fattori che le permettono di tradurre esigenze sempre più specifiche in soluzioni elettroniche affidabili e funzionali.
Partiamo dalle peculiarità distintive della progettazione standard, la quale si basa su configurazioni e soluzioni predefinite. Risulta adatta quando il dispositivo non presenta esigenze applicative particolari.
Diverso è il caso in cui occorre sviluppare una scheda elettronica in funzione di requisiti specifici, cosa che accade, attualmente, molto più di quanto non si possa all’apparenza pensare. È qui che entra in gioco la progettazione personalizzata.
Le caratteristiche distintive di un approccio personalizzato riguardano, in ambito PCB, soprattutto gli aspetti che seguono:
A ciò si aggiunge una progettualità che non tiene conto soltanto delle esigenze del presente, ma che viene modulata in maniera tale da supportare gli aggiornamenti futuri. Un fattore che, se curato con la dovuta attenzione, incide anche sulla sostenibilità, in quanto permette di ottimizzare i costi, evitando di dover cambiare progetto radicalmente con una frequenza maggiore.
La scheda elettronica, con un approccio personalizzato, non viene semplicemente adattata a posteriori, come avviene nelle soluzioni standard. Risulta progettata fin dall’origine in funzione dell’applicazione finale e dei possibili sviluppi successivi.
Questa logica appare particolarmente attuale alla luce dei principali trend dell’elettronica, integrandosi in maniera sinergica oltre che con la tematica della sostenibilità, con quella della miniaturizzazione.
Parliamo ora di miniaturizzazione: uno dei trend più significativi dell’elettronica contemporanea. Di cosa si tratta? Con questo termine si indica la tendenza a sviluppare componenti e dispositivi sempre più compatti, mantenendo – e spesso aumentando – il numero delle funzionalità approntabili.
In cosa si traduce per le schede elettroniche? Significa riuscire a integrare un numero crescente di componenti in superfici più contenute, attraverso una progettazione capace di preservare prestazioni e affidabilità. Una necessità legata all’evoluzione degli stessi prodotti tecnologici, sempre più piccoli, leggeri e sofisticati.
I vantaggi correlati alla miniaturizzazione sono molteplici. Vediamo quelli più rilevanti:
C’è da dire che la maggiore densità dei componenti comporta però una crescente complessità progettuale: ridurre gli spazi significa dover valutare con ancora maggiore attenzione disposizione dei componenti, collegamenti e caratteristiche complessive della scheda.
Gli esempi che si possono fare sono davvero tanti: smartwatch e altri wearable, auricolari wireless e dispositivi medicali di monitoraggio, ma anche molteplici applicazioni dell’automotive, dove numerose funzioni elettroniche devono essere integrate in spazi limitati.
La sostenibilità rappresenta ormai un parametro strategico anche nell’elettronica, inserendosi nella più ampia attenzione delle imprese ai criteri ESG. In ambito PCB, ciò comporta di dover considerare l’impatto ambientale lungo le diverse fasi del ciclo di vita della scheda, a partire dalla progettazione.
L’obiettivo è sviluppare soluzioni capaci di coniugare prestazioni ed efficienza energetica, prestando attenzione alla scelta dei materiali e alla durabilità dei dispositivi, ma anche al rispetto degli standard del settore, lato normativo e di certificazioni autorevoli.
A ciò si aggiunge la necessità di ridurre sprechi e rifiuti elettronici, favorendo un utilizzo più efficiente delle risorse. La sostenibilità diventa così un vero e proprio parametro progettuale, interessando la totalità della filiera.
La domanda che dà il titolo a questo paragrafo è, a questo punto, retorica. Abbiamo infatti visto più volte come personalizzazione, miniaturizzazione e sostenibilità siano aspetti strettamente correlati nella moderna progettazione delle schede elettroniche.
La sostenibilità, in particolare, funge da faro, interessando fattori quali durabilità, consumi, materiali e possibilità di aggiornamento.
Parliamo di trend che non possono quindi essere considerati separatamente: occorre trovare un equilibrio tra dimensioni ridotte, prestazioni, durata e ottimizzazione delle risorse.
La vera innovazione consiste dunque nel riuscire a bilanciare questi parametri in funzione del prodotto che si vuole realizzare, secondo una visione progettuale integrata e orientata al lungo periodo.