Nessuno si immaginava un avvio di stagione così deludente per il Torino di Ignazio Abate. Il nuovo allenatore, arrivato con l'obiettivo di portare idee nuove e dare una precisa identità alla squadra, ha incontrato grandi difficoltà nelle prime uscite stagionali. Prima la sconfitta contro il Milan in campionato, poi quella contro il Sassuolo e infine l'eliminazione dalla Coppa Italia di ieri per mano del Monza.
Una grande delusione per il club granata, che aveva ribadito l'importanza della competizione e la volontà di andare avanti. A preoccupare, però, è soprattutto il modo in cui sono arrivati i ko: un Torino spesso fuori dalla partita e incapace di reagire. Nel mirino è finito inevitabilmente anche Abate. Rischio esonero?
Al momento non c'è ancora il sentore di un possibile esonero. La società, infatti, continua a credere nel progetto iniziato con Abate e non vuole prendere decisioni affrettate. Il Torino, però, si aspettava molto di più dall'inizio stagione e le prime prestazioni hanno lasciato più di qualche dubbio. Abate è stato scelto per costruire un progetto a lungo termine e la dirigenza conosce bene il valore del lavoro che serve per cambiare una squadra.
Il problema è che il calcio vive anche di risultati e il calendario non concede molto tempo per trovare le risposte. Tre sconfitte nelle prime uscite ufficiali rappresentano un campanello d'allarme importante, soprattutto perché il Torino non è ancora in grado di applicare le idee del nuovo tecnico. Le difficoltà non riguardano soltanto i risultati. A preoccupare è una squadra con poche soluzioni, spesso costretta a subire l'iniziativa degli avversari.
Per il momento, però, la linea del Torino resta quella della fiducia. La società non vuole farsi condizionare dall'avvio negativo e considera Abate una scelta precisa, non una soluzione temporanea. Il tecnico ha bisogno di tempo per trasmettere le proprie idee e soprattutto per lavorare con una rosa che, negli ultimi giorni di mercato, è stata profondamente ritoccata. Il club ha cercato di intervenire per aumentare la qualità della squadra, facendo un ottimo lavoro almeno sulla carta.
Sono arrivati diversi rinforzi, alcuni dei quali proprio in extremis, a dimostrazione di come la dirigenza abbia riconosciuto la necessità di cambiare qualcosa. L'obiettivo è mettere Abate nelle condizioni migliori per poter incidere. Tra i nuovi innesti ci sono Bragança dello Sporting Lisbona, Patterson dell'Everton, Belghali e Mandragora. Elementi che daranno nuove soluzioni e aumenteranno la concorrenza all'interno della rosa.
Ora, però, toccherà ad Abate fare il resto. Il mercato gli ha consegnato una squadra più completa e con maggiore qualità, ma i nuovi acquisti da soli non possono bastare. Servirà trovare un'identità precisa e, soprattutto, iniziare a raccogliere punti. Il Torino non vuole cambiare guida tecnica, ma la fiducia non può essere illimitata. Abate dovrà dimostrare di poter invertire la rotta, migliorando il gioco e restituendo alla squadra sicurezza e ambizione. Il tempo per correggere gli errori c'è, ma non è infinito. Dopo tre ko consecutivi, il Torino ha bisogno di una svolta. E dovrà arrivare presto.