L'Ungheria raggiunge entro la scadenza del 31 agosto gli obiettivi fissati da Bruxelles per lo sblocco di 10 miliardi di euro del Fondo di ripresa e resilienza. Il risultato arriva dopo le riforme adottate dal nuovo governo di Peter Magyar.
L'Ungheria ha raggiunto i traguardi necessari per sbloccare i 10 miliardi di euro stanziati per il Fondo di ripresa e resilienza post-pandemico dell'Unione Europea. L'annuncio è arrivato dal primo ministro ungherese, Peter Magyar, il 31 agosto 2026, proprio nel giorno della scadenza.
"In linea con il nostro impegno, abbiamo rispettato tutte le condizioni entro la scadenza odierna per il rientro dei trilioni di euro dell'UE. I fondi di Bruxelles possono ora essere erogati. Grazie a tutti! È stato un lavoro di squadra", ha affermato Magyar in un post su X.
Il primo ministro ungherese, Peter Magyar, ha ottenuto una schiacciante vittoria contro Viktor Orban nelle elezioni parlamentari del 12 aprile, ottenendo anche la maggioranza al Parlamento. Il governo di Magyar, insediatosi nel mese di maggio, ha puntato a cancellare l'eredità politica di Orban, ma allo stesso tempo lo sblocco dei fondi europei è stato uno degli obiettivi principali di Budapest, soprattutto considerando che i finanziamenti erano stati congelati proprio sotto i 16 anni dell'amministrazione dell'ex leader ungherese, a causa di problemi riguardanti lo stato di diritto e la corruzione.
Una delle principali priorità del nuovo governo è stata quindi soddisfare le condizioni richieste dall'Unione Europea per ottenere lo sblocco delle risorse.
Nel mese di maggio, Budapest e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno concordato lo sblocco di 16,4 miliardi di euro di fondi congelati, di cui 10 miliardi di euro provenienti dal Fondo post-pandemico e 6,4 miliardi dai Fondi di coesione.
Tuttavia, per lo sblocco dei 10 miliardi di euro, il governo ungherese ha dovuto attuare riforme su diversi ambiti e adeguarsi a vari criteri entro la scadenza di fine agosto. Nello specifico, Budapest avrebbe dovuto raggiungere 27 traguardi fissati dalla Commissione europea, riguardanti aree come l'indipendenza della magistratura, la lotta alla corruzione e la trasparenza.
Per rispettare le condizioni fissate dalla Commissione europea, il Parlamento ungherese ha adottato, tra gli altri provvedimenti, un pacchetto anticorruzione, la nazionalizzazione delle fondazioni per la gestione del patrimonio di interesse pubblico, un limite di mandato di 8 anni per il primo ministro e misure per garantire una maggiore trasparenza negli appalti pubblici.
È stato inoltre istituito un nuovo organismo anticorruzione ed è stata avviata la procedura di adesione alla Procura europea.
Il raggiungimento degli obiettivi fissati rappresenta un'importante vittoria per il governo Magyar, che ha fatto dello sblocco dei fondi europei uno degli obiettivi principali della propria azione politica.
L'esito raggiunto alla scadenza del 31 agosto consente ora a Budapest di puntare all'erogazione delle risorse europee.
Un'altra dichiarazione sulla questione è arrivata dal ministro dei Trasporti e degli Investimenti, Dávid Vitézy, che ha evidenziato come i fondi Ue saranno fondamentali per alcune aree di intervento.
Vitézy ha citato le linee ferroviarie, la crisi abitativa, i progetti di gestione delle risorse idriche e il potenziamento della rete energetica. Si tratta di settori nei quali le risorse europee potrebbero quindi avere un ruolo centrale nei prossimi interventi del governo ungherese.
Lo sblocco dei fondi rappresenta quindi una risorsa importante per il nuovo governo ungherese, che dovrà investire in diverse aree strategiche per lo sviluppo del paese.