E se ci fosse il ballottaggio per decidere chi dovrà essere il prossimo presidente del Consiglio, un po' come accade nei Comuni per eleggere il sindaco se al primo turno nessuno dei candidati raggiunge il 50% più uno dei suffraggi?
A poche ore dalla scadenza per la presentazione degli emendamenti in commissione Affari costituzionali al Senato, torna in auge l’ipotesi di inserire il secondo turno nella nuova legge elettorale anche a livello nazionale.
Sono soprattutto Fratelli d’Italia e Forza Italia a spingere in tal senso, mentre la Lega è più guardinga.
L’eventuale introduzione del ballottaggio mira a garantire laa stabilità politica. Ma soprattutto ad arginare lo tsunami Vannacci.
Il centrodestra sta valutando di introdurre il ballottaggio nella nuova legge elettorale soprattutto per arginare la crescita di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci.
Giorgia Meloni spera che, al secondo turno, il centrodestra di governo possa incassare i voti di Vannacci senza dover formalizzare apparentamenti o inclusioni del Generale nella “foto di famiglia” della maggioranza.
Sul tavolo ci sono almeno due ipotesi. La prima, avanzata dal senatore di FdI Marcello Pera, prevede il premio di governabilità alla coalizione che al primo turno ottiene il 48% dei voti; se nessuno supera questa soglia, si va al ballottaggio tra le prime due coalizioni, a condizione che entrambe abbiano superato il 38%, senza possibilità di nuovi apparentamenti al secondo turno. Il premio spetterebbe alla coalizione o lista che, al ballottaggio, ottenga più voti in entrambe le Camere.
Ma Forza Italia sta preparando un emendamento alternativo che prevede il doppio turno per le prime due coalizioni che accedono ad almeno il 40%: se nessuno raggiunge quella cifra si tornerebbe al proporzionale puro, mentre se la supera una sola forza politica otterrebbe il premio; in caso di ballottaggio il premio sarebbe fisso (70 deputati e 35 senatori) e calcolato sulle percentuali del primo turno.
La Lega, invece, rimane contraria, temendo che il ballottaggio possa paradossalmente favorire Vannacci o comunque complicare gli equilibri della maggioranza.
Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha reagito con durezza all’ipotesi ballottaggio, definendola sui social “la mossa della paura”.
Secondo Vannacci, si tratterebbe di un tentativo di mettere al riparo il centrodestra dal “rischio” rappresentato dalla sua lista, dopo mesi in cui la stessa maggioranza aveva descritto il suo movimento come “irrilevante”.
ha scritto, ironizzando sulla presunta marginalità del suo progetto.
Le opposizioni, dal canto loro, accusano la maggioranza di pensare “al potere” più che agli italiani e preparano una pioggia di emendamenti contro la riforma.
Il testo dovrebbe approdare in aula al Senato il 9 settembre, con voto finale previsto entro il 15, mentre oggi, primo settembre, resta la data-chiave per la presentazione delle modifiche in commissione.