Bersagliato da minacce e offese, Marco Carrai, console onorario di Israele, lascerà la presidente della Fondazione Meyer di Firenze, l’ospedale pediatrico considerato un’eccellenza nazionale. “Insultato e minacciato per mesi, così non vado avanti - dice - C'è un limite alla politica, c'è un limite all'ambizione, c'è un limite oltre il quale l'avversario non può diventare il nemico. Quel limite serve a proteggere la politica stessa dalle degenerazioni. Nel caso dei miei contestatori politici, quel limite è stato oltrepassato”.
“Ho accettato la richiesta del governatore della Toscana Eugenio Giani - spiega - che con forza mi ha chiesto, quando volevo dimettermi, di rimanere in carica fino alla nomina del mio successore, così da garantire anche la continuità alla fondazione, ma ritengo che non sia più possibile proseguire in questo clima di tensione non dignitoso per la mia persona e per la mia famiglia che come me sostiene questa causa stando in silenzio”
Da quando è console onorario di Israele “sono minacciato ed insultato come se io stesso fossi portatore di guerra, di male e di morte - dice -. Le difficoltà maggiori sono state quelle che io e la mia famiglia siamo stati costretti a vivere quasi in un bunker, cioè la mia faccia grondante di sangue, con scritto 'criminale di guerra', 'ricercato', era su tutti i muri di Firenze e non solo. Pensate ai miei bambini di 9, 8, e 5 anni che giravano per Firenze, vedevano le foto del loro babbo con le mani e il viso grondante di sangue, dove c'era scritto 'genocida di guerra', 'morte a Carrai’”
Della vicenda ha parlato anche Giani: “Guai a parlare di rimozione, perché l'apprezzamento per il mandato di Marco Carrai è un apprezzamento pieno e mi sento di poter esprimere responsabilmente parole giuste per gratificare l'impegno, la passione e la capacità che ha messo. Quando io leggo la parola rimozione dico ma rimozione di cosa? Vediamo di terminare il periodo del mandato. Quindi è anche fisiologico, e prendo la mia responsabilità”.
Carrai aggiunge di non voler tradire le sue convinzioni: “Ora più di sempre sto dalla parte del popolo ebraico e sarò sempre fedele ai miei principi cristiani, e ancor prima ebraici, di pace e di giustizia. Non rappresento il governo ma lo Stato di Israele e ho fatto anche un post condannando le follie del ministro Ben Gvir quando ha detto alcune cose, e lo rifarei, io che rappresento lo Stato di Israele, e lo Stato di Israele rappresenta il popolo ebraico, quindi uno Stato di persone che sono sempre state millenariamente offese, perseguitate fino al massimo della Shoah”. Dal primo settembre entra in carica il nuovo direttore generale del Meyer e tocca al neonominato Federico Gelli scegliere il successore di Carrai. Si fa il nome di Luigi Salvadori, ex presidente della Fondazione Crfi.