Novak Djokovic perde al primo turno degli US Open e, per la prima volta dopo vent'anni, esce subito da uno Slam. Ma la sconfitta contro Mariano Navone va ben oltre il risultato. Il serbo è uscito sconfitto dopo quattro ore e mezza di partita, al termine di un incontro in cui il suo corpo ha ceduto più volte. Ha vomitato, ha avuto crampi e problemi respiratori, poi sono arrivati i dolori alla schiena e alla spalla. E, alla fine, l'ex numero uno del mondo non ha potuto trattenere le lacrime.
Una serata complicata, l'ennesima di una stagione nella quale Djokovic ha dovuto fare i conti con i ricorrenti problemi fisici. E proprio le sue parole fanno riflettere sul futuro. Djokovic ha spiegato di non sapere se riuscirà a risolvere il problema che lo accompagna ormai da mesi e di voler capire fino a dove possa arrivare continuando in questo modo. Ha anche ammesso di aver pensato al ritiro durante la partita. A 39 anni, dopo aver vinto tutto quello che si poteva vincere, l'ipotesi comincia a farsi spazio.
Al momento il ritiro di Djokovic è soltanto un'ipotesi. Non c'è nessun annuncio e il serbo non ha mai detto esplicitamente di voler lasciare il tennis. Ma è uno scenario che va preso in considerazione, soprattutto dopo quanto successo a New York. Djokovic ha dato tutto al tennis, vincendo 24 Slam, conquistando ogni grande trofeo e costruendo una carriera da leggenda. Negli ultimi anni, però, il problema non è stato il suo livello di tennis.
Più volte il serbo è riuscito a spingersi fino in fondo nei grandi tornei, anche quando sembrava in difficoltà. Tuttavia, i guai fisici gli hanno impedito di essere il Djokovic di prima. Il ko contro Navone è l'ultimo esempio e forse anche il più evidente. Il classe '87 ha detto di voler capire cosa stia succedendo e quanto possa ancora andare avanti in queste condizioni. Una frase che lascia aperta ogni possibilità.
La partita contro Navone è stata una battaglia fin dall'inizio. Djokovic ha perso il primo set al tie-break, poi ha trovato la forza per reagire vincendo il secondo e terzo set. Nel quarto era anche avanti di un break. E proprio quando sembrava aver rimesso la partita dalla propria parte, il fisico gli ha presentato il conto. Il campione serbo ha iniziato a stare male, ha vomitato e ha accusato crampi e dolori in diverse parti del corpo. Poi la situazione è peggiorata: “Alla fine la schiena ha ceduto, così come la spalla”, ha spiegato dopo la partita.
Nole ha anche ammesso di aver pensato al ritiro. Dopo aver vinto il secondo e il terzo set, però, ha deciso di continuare. Non voleva arrendersi e ha provato a combattere fino alla fine. Ma nel quarto set Navone ha preso il controllo della partita, vincendolo 6-2. Nel quinto non c'è stata più storia: l'argentino ha chiuso 6-1, portando a casa una delle vittorie più importanti della sua carriera. Per Djokovic, invece, è stata una delle partite più dure della sua carriera. Le lacrime alla fine della partita raccontano meglio di qualsiasi parola il momento del serbo.
Djokovic dovrà fermarsi e capire cosa fare, anche perché i prossimi mesi saranno decisivi per il suo futuro. La soluzione più probabile, almeno inizialmente, sarà quella di limitare i tornei e scegliere con attenzione gli appuntamenti in calendario. La vera risposta, però, arriverà dal suo corpo. Djokovic dovrà capire se può ancora sostenere questo livello di tennis senza ritrovarsi nelle condizioni viste contro Navone.
Se i problemi dovessero continuare, il ritiro si trasformerebbe in una possibilità concreta. A 39 anni Djokovic conosce il proprio corpo meglio di chiunque altro, sa quanto può spingersi oltre e sa quando è arrivato il momento di dire basta. E la sensazione è che quel momento sia sempre più vicino.