31 Aug, 2026 - 09:59

“Ho il Parkinson”, Dario Franceschini rivela per la prima volta la sua malattia

“Ho il Parkinson”, Dario Franceschini rivela per la prima volta la sua malattia

Il senatore del Pd Dario Franceschini ha rivelato in un’intervista al Corriere della Sera di avere il  Parkinson, una malattia che gli è stata diagnosticata nel novembre del 2020.

Nell’intervista, l’ex ministro della Cultura ha parlato per la prima volta della sua malattia e ha raccontato la sorpresa e le paure che hanno accompagnato la diagnosi, insieme al tentativo iniziale di mantenere riservata la notizia.

"La diagnosi è stata una botta tremenda. Chi è colpito dal Parkinson tende a vergognarsi.” 

Si legge nell’intervista, in cui tuttavia l’esponente dem vuole dare un messaggio di speranza e di incoraggiamento alle persone che stanno affrontando la sua stessa battaglia.  

"E’ fondamentale non scoraggiarsi, svegliarsi al mattino con qualcosa da realizzare. Per cercare di combattere il Parkinson, oltre ai farmaci, è decisivo riuscire a riempire le proprie giornate e ripetersi: io non mollo, io continuo a vivere, a esserci".

Franceschini: “Ho il Parkinson. Mi è stato diagnosticato nel 2020”

Nell’intervista, Franceschini ha raccontato di essersi sottoposto ad accertamenti dietro consiglio di un amico e che il suo primo pensiero, dopo la diagnosi, è stato per la sua famiglia.

“Ho immaginato il dolore, la sofferenza, i disagi che avrei procurato a tutti”, racconta. 
Il senatore ha sottolineato l’importanza dell’accesso a cure specialistiche per tutte le persone affette da Parkinson.

“È profondamente ingiusto che qualcuno possa permetterseli e altri no, magari solo perché vivono nella regione sbagliata, dove la sanità funziona male”, afferma, sostenendo che “il dibattito sull’assistenza sanitaria nazionale non dovrebbe mai seguire binari ideologici, mai diventare un tema divisivo tra destra e sinistra”.

Il racconto della malattia e il rapporto con la politica

Nella lunga intervista, infine, l’ex ministro della Cultura racconta anche di come la malattia abbia cambiato il suo rapporto con la politica.

La malattia, osserva: "Azzera le ambizioni personali, ti fa perdere quel senso di invincibilità che il politico si presume debba trasmettere, mostrando di non avere, quasi per definizione, debolezze, timori, fragilità".

Nonostante la malattia, tuttavia, Franceschini continua la sua attività:

“Cali il ritmo del lavoro, lo adegui. Però io ho continuato, e continuo, con telefonate, incontri, riunioni".

 

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