31 Aug, 2026 - 11:30

"L'uomo dei sussurri": l'adattamento cinematografico del best seller di Alex North

"L'uomo dei sussurri": l'adattamento cinematografico del best seller di Alex North

Negli ultimi anni abbiamo imparato a non avere più pregiudizi nei confronti delle pellicole destinate esclusivamente allo streaming e non alla distribuzione cinematografica. Se un tempo, soprattutto nel periodo antecedente al COVID-19, i lungometraggi progettati per la sola fruizione online erano sempre di qualità abbastanza scarsa, paragonabile a quella dei film per la TV, col passare degli anni le cose sono cambiate notevolmente. Tant’è che oggi è possibile vedere premi Oscar come De Niro prendere parte al cast. Ed è il caso, infatti, de L’uomo dei sussurri, l’adattamento del best seller omonimo firmato dallo scrittore britannico Alex North, pubblicato nel 2019. 

Tom Kennedy (Adam Scott) è un autore di libri di mezza età, padre di un bambino di nome Jake (Acston Luca Porto). Rimasto vedovo da poco, Tom decide di trasferirsi insieme a Jake a Garretton, la cittadina in cui sono cresciuti lui e la moglie. Ignaro del fatto che la polizia locale sta investigando sui sequestri e sugli omicidi di alcuni bambini della zona, Tom non immagina che il figlio potrebbe essere in pericolo. Ma a pochi giorni dal loro arrivo in città delle strane coincidenze cominceranno a verificarsi nella nuova casa. Tutto sembra riportare al serial killer Frank Carter (Michael Keaton), che è però detenuto in una prigione della contea da diverso tempo. Lo stesso Frank Carter che, molti anni prima, è stato arrestato grazie alle indagini svolte da Peter Willis (Robert De Niro), il padre di Tom, col quale, però, ha interrotto i rapporti quando era ancora ragazzo.

La differenza sostanziale che distingue il romanzo dal film risiede nel tipo di narrazione scelta, oltre che nella modifica parziale di alcuni dettagli e figure. Se nel libro la tensione ritmica viene sviluppata attraverso un racconto corale, nel lungometraggio diretto dal cineasta James Ashcroft il personaggio intorno al quale si sviluppa la trama è Tom Kennedy. La scomparsa di Jake, preda di un emulatore del serial killer pedofilo Frank Carter, diviene l’occasione tramite cui Tom si riavvicina, seppur controvoglia, a suo padre Peter. Nella sostanza, la trama rimane più o meno la medesima.

Per quanto riguarda la regia, James Ashcroft, che alla sua terza opera si riconferma dedito ai generi thriller e horror, dimostra di avere sufficiente padronanza nel gestire la suspense. Il vero limite de L’uomo dei sussurri, infatti, non è da attribuire al tipo di riprese, quanto a una sceneggiatura poco originale e che, nel complesso, risulta già vista. In particolare, attraverso una fotografia volutamente cupa e desaturata, qualcosa nelle immagini mi ha ricordato molto The Black Phone di Scott Derrickson.

In merito alla recitazione, con Robert De Niro nel cast, inutile dirlo, l’ho trovata impeccabile, ma forse di un livello troppo alto per un progetto simile; immaginatevi un quadro di Caravaggio appeso nel bagno di un ristorante. Invece, è curioso il fatto che in questo agosto 2026 siamo già al secondo thriller che vede protagonista Adam Scott. Convincente anche Michelle Monaghan nei panni della detective Amanda Beck. Nonostante tutto, il film si lascia guardare volentieri. Ma con un cast differente sarebbe stato altrettanto? Forse sì, forse no. Senza troppi entusiasmi, L’uomo dei sussurri è il thriller perfetto da lunedì sera. 3 stelle su 5.

 

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