Carlo Calendaha lan ciato un avvertimento forte e chiaro: se Giorgia Meloni dovesse aprire a un’alleanza di governo con Roberto Vannacci, Azione potrebbe valutare di entrare nel Campo largo. O meglio: in un più ampio fronte democratico al fine di tenere lontano il Generale filo-russo lontano dal governo.
La dichiarazione dell'ex ministro è arrivata dopo l'apertura del viceministro degli Esteri di Fratelli d'Italia Edmondo Cirielli a un possibile esecutivo con il leader di Futuro Nazionale.
Le sue parole sono state ridimensionate sia dal partito che da lui stesso come una presa di posizione personale, ma hanno scatenato in ogni caso toccato un nervo scoperto
Calenda, per mettere le cose in chiaro, ha scelto il social X. Il leader di Azione ha definito Vannacci "un fascista dichiarato e un portavoce di Putin da molti anni", aggiungendo che "una sua inclusione in una coalizione di governo obbligherebbe una risposta coordinata" delle forze democratiche.
In questa prospettiva, il leader di Azione ha fatto balenare l’ipotesi che il suo partito possa convergere con il Campo largo, lo schieramento di centrosinistra che da mesi discute su come contrastare sia la destra di governo che l’ascesa di Futuro Nazionale.
La mossa di Calenda ha un duplice obiettivo: da un lato, marcare una distanza netta da qualsiasi ipotesi di legittimazione di Vannacci; dall’altro, mettere sotto pressione Meloni, ricordandole che ogni apertura all’ex Generale potrebbe allargare il fronte opposto e rendere più difficile la sua conferma a Palazzo Chigi.
Azione, finora collocata in una posizione autonoma tra i due poli, segnala così di essere pronta a spostarsi se la destra di governo dovesse normalizzare politicamente Futuro Nazionale.
Vannacci e’ un fascista dichiarato e un portavoce di #Putin da molti anni. Una sua inclusione in una coalizione elettorale e di Governo obbligherebbe una risposta straordinaria e coordinata da parte di tutte le forze politiche democratiche. @Azione_it non si sottrarrebbe di… https://t.co/ZGE38qiYiK
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) August 29, 2026
La scintilla che ha fatto scatenare Calenda è stata accesa dall’intervento di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri ed esponente di Fratelli d’Italia, durante la presentazione del circolo di Ischia di Gioventù Nazionale.
Cirielli ha dichiarato:
Queste parole del viceministro hanno immediatamente provocato reazioni contrastanti.
Da un lato, esponenti della maggioranza e della stessa Fratelli d’Italia hanno preso le distanze, precisando che "sono parole a titolo personale. Non è la posizione di FdI".
Lo stesso Cirielli, dopo il confronto con i vertici, ha ridimensionato le sue affermazioni, definendole "considerazioni semplificate, del tutto teoriche e ipotetiche" e chiarendo che "l’ipotesi di un’alleanza elettorale con Vannacci non è in agenda e non se ne è mai parlato nel partito".
Dall’altro lato, l’opposizione ha colto l’occasione per attaccare il centrodestra di Giorgia Meloni.
Il Partito Democratico ha parlato di "rincorsa a Vannacci", mentre altri osservatori hanno sottolineato come l’apertura di Cirielli riveli una tensione interna tra chi vuole inglobare gli elettori dell’ex Generale e chi teme di legittimare un movimento considerato estremista.
Nel frattempo, la presidente del Consiglio ha ribadito per tutta l’estate che le posizioni espresse in Parlamento da Vannacci non lo rendono compatibile con la sua coalizione, il che conferma la linea di chiusura nei suoi confronti.
Fatto sta che l'uscita di Calenda pone Azione come possibile ago della bilancia: se la destra di governo dovesse avvicinarsi a Vannacci, il Campo largo potrebbe diventare per lui una strada obbligata. Al contrario, molti voti moderati potrebbero premiare l'attuale premier.