C'è una svolta nelle indagini sulla morte di Genoveffa "Gena" Totaro, la 75enne trovata semicarbonizzata nel pomeriggio di venerdì 28 agosto all'interno della sua abitazione di via Vittorio Veneto, a Gragnano, in provincia di Napoli. Dopo i primi accertamenti, la Procura di Torre Annunziata ha escluso l'ipotesi dell'incidente domestico inizialmente avanzata, disponendo il fermo della figlia convivente dell'anziana, F. B., 53 anni, accusata di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e tentato incendio.
L'allarme è scattato nel pomeriggio di venerdì, quando nell'appartamento al secondo piano in cui Totaro viveva insieme a una delle figlie è divampato un incendio. Sul posto sono intervenuti alcuni vicini, seguiti dai carabinieri della stazione di Gragnano e della compagnia di Castellammare di Stabia, insieme ai vigili del fuoco. Al loro arrivo, la 75enne era senza vita, in balcone.
In un primo momento si era pensato a un incidente, forse legato alla bombola del gas utilizzata per un fornellino esterno. I successivi accertamenti hanno però portato gli investigatori a ricostruire una diversa dinamica. La figlia della vittima, secondo gli inquirenti "verosimilmente affetta da problemi psichici da accertare compiutamente", avrebbe tagliato il tubo collegato alla bombola, cercando di dare fuoco all'abitazione. Da qui il principio di rogo che ha investito l'anziana, provocandone la morte.
Due i reati contestati alla 53enne, fermata dopo un lungo interrogatorio: il tentato incendio e l'omicidio volontario aggravato della madre. Nel decreto, il pm scrive che si sarebbe limitata "a osservare la povera donna svenuta mentre veniva divorata dalle fiamme", senza prestarle soccorso. Sul suo braccio i militari avrebbero inoltre notato un segno di strattonamento.
Lei stessa avrebbe riferito di aver avuto con la madre diversi litigi, l'ultimo proprio nella mattinata di venerdì. Attesa per lunedì l'udienza di convalida davanti al gip. Intanto, l'appartamento è stato sequestrato e la salma messa a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'autopsia, che dovrà chiarire le cause del decesso. Genoveffa era la nonna di Alessandro, il 13enne vittima di bullismo morto suicida nel settembre 2022. Sgomenta la comunità.