Sono più di 600 le vittime accertate dopo la devastante alluvione che ha colpito il Nepal e il Tibet il 26 agosto. Quasi 3mila persone risultano ancora disperse e le operazioni di soccorso proseguono nelle zone più colpite.
Tre giorni dopo l'alluvione al confine tra Nepal e Tibet, il bilancio delle vittime ha superato quota 600. Risultano dispersi anche circa 3mila persone.
Il 26 agosto 2026, una devastante alluvione ha travolto la piccola nazione himalayana e la regione autonoma cinese del Tibet.
Il 29 agosto, soccorritori in Nepal e Tibet continuano a essere impiegati nelle operazioni di ricerca di migliaia di persone disperse.
Il bilancio delle vittime è salito a 682, mentre risultano quasi 3mila dispersi, tra questi centinaia di turisti e cittadini stranieri.
Interi villaggi sono stati sommersi e diverse strade sono state danneggiate. Le autorità nepalesi stanno valutando l'entità della distruzione, mentre diverse aree restano irraggiungibili.
L'alluvione del 26 agosto avrà conseguenze anche sull'economia del paese, che si basa soprattutto sul turismo e sull'energia idroelettrica. Le alluvioni hanno danneggiato alcune infrastrutture e progetti legati alla produzione di energia. Le autorità nepalesi stimano che la ricostruzione potrebbe ammontare a miliardi di dollari.
Il ministro delle Finanze del Nepal, Swarnim Wagle, ha affermato, il 29 agosto, a Reuters, che si stima che il paese avrà bisogno di una somma compresa tra 4 e 5 miliardi di dollari per la ricostruzione.
Secondo l'US Geological Survey, il disastro avvenuto il 26 agosto al confine tra Tibet e Nepal sarebbe stato provocato dal cedimento di un ghiacciaio. Il crollo avrebbe generato una valanga di detriti che si è riversata verso valle. Non è, però, ancora chiaro cosa abbia provocato il crollo del ghiacciaio.