Nelle ultime ore il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha diffuso i report aggiornati sui costi del Superbonus del 110%, misura varata dal Governo Conte II per far ripartire l'edilizia dopo la paralisi dei cantieri a seguito delle restrizioni dovute all'emergenza Covid-19.
Il dicastero di via XX Settembre ha aggiornato al rialzo le cifre relative alle detrazioni sui cantieri con un bilancio finale che supera i 170 miliardi di euro. Le prime cifre erano già cominciate a circolare nei mesi scorsi, ma la conferma ufficiale è arrivata solo negli ultimi giorni.
I nuovi dati sono già diventati motivo di scontro politico alla vigilia dell'inizio dei lavori per la nuova Legge di Bilancio.
Secondo quanto emerso dai dati ufficiali di Enea e MEF, ad oggi il Superbonus è costato alle casse dello Sato almeno 174 miliardi, pari all'8% del Pil italiano.
La stima precedente si attestava intorno ai 131,5 miliardi di euro per i soli lavori già conclusi. La cifra, secondo l'ultimo Report Enea comprende oltre il 98% dei lavori avviati e completati. Restano, quindi, da registrare solo piccolissime "code" residue di cantieri in chiusura.
Poiché i 174 miliardi di crediti generati dal Superbonus peseranno sul deficit e sulle casse dello Stato per i prossimi anni, la questione è spesso al centro della polemica politica. Nelle ultime ore, diversi esponenti di Fratelli d'Italia hanno attaccato duramente il Movimento 5 Stelle.
Il deputato di FdI, Francesco Filini, ha definito la misura come la "più iniqua e devastante mai concepita".
Rincara la dose il deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa, segretario della commissione Finanze alla Camera.