Una coppia di quarantenni residente in Valle d'Aosta è stata arrestata dalla Polizia di Stato nell'ambito di un'inchiesta sul contrasto alla pedopornografia online coordinata dalla Procura di Torino e condotta dalla Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta. L'accusa contestata ai coniugi è di aver coinvolto il nipote minorenne in pratiche sessuali, immortalate con la fotocamera di uno smartphone.
L'attività investigativa - durata oltre sei mesi - è partita da una segnalazione arrivata al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica. All'interno di un account web privato erano stati individuati circa 45 file sincronizzati in rete, contenenti materiale pedopornografico.
Dagli accertamenti è emerso che i contenuti presentavano caratteristiche tali da far ritenere che non fossero stati semplicemente reperiti dal web, ma autoprodotti da chi li aveva caricati sui server. L'analisi delle tracce informatiche ha permesso di risalire a connessioni Internet riconducibili alla coppia, che è stata successivamente sottoposta a una perquisizione mirata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra i file di natura pedopornografica detenuti dalla coppia, ve ne erano alcuni che ritraevano il nipote in età preadolescenziale. I due zii avrebbero in pratica approfittato del fatto che il minore venisse spesso affidato a loro per ragioni di carattere familiare per coinvolgerlo in pratiche sessuali, che sarebbero state documentate con uno smartphone.
Entrambi dovranno ora rispondere delle accuse di produzione di atti sessuali con minorenne e detenzione di materiale pedopornografico, con le aggravanti previste dalla legge in relazione all’età della vittima e alla custodia. Dopo l'arresto, l'uomo è stato trasferito nel carcere di Brissogne, la donna in quello di Torino. I tre figli, anch'essi minorenni, sono stati invece affidati ai servizi sociali. Dalle prime informazioni, non risulterebbero coinvolti negli atti contestati.